La Nuova Sardegna

Elezioni regionali 2024
25 Febbraio 2024

Elezioni regionali al veleno

Elezioni regionali al veleno

Dopo lo scontro fra Soru e Todde su Tiscali, continuano le polemiche. Dall’attacco di Cappellacci, Forza Italia, fino a quello di Zedda (Fdi)

31 gennaio 2024
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Cagliari La campagna elettorale dei veleni sembra essere senza fine. Ogni giorno è un susseguirsi di attacchi, spesso personali, fra i candidati governatori alle Regionali. Due giorni fa, ad accendere gli animi è stato lo scontro furibondo fra Alessandra Todde (Campo largo) e Renato Soru (Coalizione sarda) sul possibile ingaggio della prima in una delle società controllate dal fondatore di Tiscali. Ora a entrare nella bagarre sono anche Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore di Forza Italia, e Antonella Zedda, senatore e coordinatore di Fratelli d’Italia.

La memoria È stato proprio Cappellacci a puntare il dito contro Soru, l’avversario già sconfitto nelle elezioni regionali del 2009. «È scattata l’operazione amnesia – scrive il deputato di Forza Italia – Sarebbe Soru l’uomo nuovo della politica sarda? Non lo è. Perché, lo sottolineo, in questi giorni è stato capace solo di ricordare il passato degli altri ma stranamente dimenticando il suo. Non mi pare – aggiunge – che sia un omonimo del signore che ha bloccato la Sardegna con il suo integralismo ambientalista intermittente, per poi impugnare, come imprenditore, il suo stesso Piano paesaggistico, visto che bloccava un progetto edilizio che aveva in mente a Funtanazza? È Soru o un suo sosia quello che poi ha accollato alla Sardegna le spese della sanità e della continuità territoriale, firmando nel 2006 un accordo sciagurato col governo Prodi? È sempre lui, Renato Soru, che ha solo cambiato coalizione, ma non certo idee su come vorrebbe governare la Sardegna».

Le maschere Qualche giorno fa Alessandra Todde aveva sostenuto che «Paolo Truzzu (candidato presidente del centrodestra) continua a nascondersi dietro i manifesti in cui compare Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio dei ministri, così come cinque anni fa fece Christian Solinas con Matteo Salvini». A replicarle è stata Antonella Zedda di Fdi. «Comprendo – scrive – che la grillina Todde cerchi lo scontro con Truzzu per polarizzare la scelta: le occorre infatti visibilità, perché deve catalizzare l'attenzione su di sé avendo altri due competitor a sinistra. La comprendo – prosegue – anche quando in maniera ossessiva parla del fatto che abbiamo affisso i manifesti di Giorgia Meloni. Mentre lei, Alessandra Todde, non utilizza né quelli di Giuseppe Conte e neanche quelli di Elly Schlein, perché evidentemente se ne vergogna». Fino alla stoccata finale: «Noi di Fratelli d’Italia, invece, non ci vergogniamo del nostro leader nazionale, anzi ci fregiamo di avere con lei un ottimo dialogo politico a favore della Sardegna, e soprattutto siamo fieri di quanto ha già fatto in questi primi quattordici mesi di governo. Dunque, siamo orgogliosi del nostro simbolo e lo affiggiamo dove e quando vogliamo».


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