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Stop costi alle stelle e strade trappola: i sardi vogliono uscire dall'isolamento

Stop costi alle stelle e strade trappola: i sardi vogliono uscire dall'isolamento

Trasporti da ridisegnare: le proposte dei candidati

06 febbraio 2024
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Sassari Un’isola isolata dentro e fuori, prigioniera del suo mare e di collegamenti interni che arrancano, tra interventi mai fatti o iniziati da così tanto tempo che si fa fatica a ricordarne l’inizio. Per questo i trasporti devono necessariamente occupare un posto prioritario nell’agenda di chi si candida a governare l’isola e vuole garantire ai sardi il diritto alla mobilità, sacrosanto ma non sempre correttamente percepito. I disagi per chi viaggia sono all’ordine del giorno, a causa di prezzi pazzi e collegamenti aerei insufficienti e ballerini. Ma anche di cantieri stradali simili a percorsi di guerra nell’unica regione italiana che non ha neppure un chilometro di autostrada ma un’unica arteria a quattro corsie che unisce il nord al sud: la 131 Carlo Felice, continuamente sottosopra e disseminata di cartelli, strada tanto detestata quanto indispensabile. Lo si vede ogni volta che capita un evento imprevedibile: una forte nevicata, un incidente stradale o, come alcuni giorni fa, un assalto armato a furgoni portavalori. La statale 131 è rimasta chiusa per molte ore, l’isola letteralmente tagliata in due. Perché, in alternativa, non c’è traccia di treni veloci che garantiscano tempi di percorrenza accettabili sul binario unico: appena il 12% del percorso ferroviario – altro record isolano – ha infatti il doppio binario. Tra qualche passo in avanti e moltissime zone d’ombra, il comparto trasporti cerca a fatica un reale rilancio. Partendo da una continuità territoriale aerea che da anni va avanti a forza di proroghe, bandi cassati e divieti dell’Unione europea: chi governerà la Regione nei prossimi cinque anni dovrà avere le idee chiare rispetto a quale modello intraprendere e attuarlo da subito. Con una attenzione speciale verso il capitolo prezzi, rispetto ai quali la prima garanzia per i sardi è rappresentata proprio dal mantenimento della continuità stessa, cioé con tariffe fisse e un tot di voli intoccabili e non condizionabili dall’umore e dal business delle compagnie.

Detto questo, tutto il resto deve essere definito con precisione e attenzione: tariffa unica si o no, compensazioni sui biglietti, incentivi ai vettori, quali rotte gestire in continuità tutto l’anno e quali lasciare al libero mercato. Il futuro dei trasporti aerei è ancora da scrivere e serve una mano ferma, perché il diritto alla mobilità non può in alcun modo essere messo in discussione. Stesso discorso per quanto riguarda i collegamenti marittimi. Sulla continuità marittima gestita dal Governo la Regione ha da sempre un ruolo di comparsa. Ma i futuri amministratori dovranno cercare di incidere di più per migliorare i collegamenti in termini sia quantitativi sia qualitativi e per calmierare i prezzi che soprattutto in alcuni periodi dell’anno diventano esorbitanti. Contribuendo, ancora di più, all’isolamento dell’isola e dei suoi abitanti.

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