La Nuova Sardegna

La polemica

Elenco degli “impresentabili” alle elezioni regionali, è rivolta contro l’Antimafia

Cagliari una seduta della commissione antimafia
Cagliari una seduta della commissione antimafia

Maria Grazia Giordo (Sinistra futura) si autosospende dalla campagna elettorale: «Ma non è giusto»

15 febbraio 2024
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Cagliari Tutti contro la lista dei cosiddetti “impresentabili” stilata dalla Commissione Antimafia dopo la lettura dei nomi dei candidati al consiglio regionale. L’elenco fatto dalla Commissione è composto da sette nomi: l’assessora uscente dell’Agricoltura, Valeria Satta candidata con “Lega Salvini Sardegna”; l’attuale consigliere regionale Valerio De Giorgi, candidato nella lista “Democrazia cristiana con Rotondi”; Maria Grazia Giordo con “Sinistra futura”; Sergio Oriti Niosi candidato con “Forza Italia-Berlusconi-PPE”; l’attuale consigliere Antonello Peru candidato con “Sardegna al centro 20venti”, Giovanni Satta, consigliere uscente, con “Alleanza Sardegna-Pli” e Salvatore Sechi candidato con “Liberu”.

Indignazione bipartisan e appello generalizzato al principio di presunzione di innocenza. Con una posizione diversa, quella della sassarese Maria Grazia Giordo che ha annunciato l’autosospensione dalla a sua candidatura con Sinistra futura. In una nota Giordo si è scusata, ma ha rivendicato «il mancato rispetto del principio costituzionale della presunzione d’innocenza».

Dagli atti della Commissione risulta condannata a sette anni in primo grado nell’ambito un’associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti. «Nel 2018 sono stata coinvolta, mio malgrado, in una vicenda giudiziaria che ancora non è conclusa - spiega Maria Grazia Giordo - mi sono sempre proclamata innocente ed ho fatto ricorso in appello per avere giustizia, non pensavo che questo fatto da solo implicasse una “condanna” preventiva, visto che la nostra Costituzione prevede che una persona sia considerata innocente finché non sia definitiva una sentenza che la condanna».

Si è scusata per aver creato imbarazzo alla sua lista e ad Alessandra Todde, candidata alla presidenza della Regione, mentre Sinistra Futura precisa che i vertici «hanno verificato, come previsto dalla normativa al momento della candidatura, il casellario giudiziario che risultava privo di qualsiasi annotazione». «Nella considerazione che in questo momento storico e politico più che mai non debbano esserci ombre apprezziamo che la candidata si sia giustamente autosospesa dando un segnale chiaro e forte di trasparenza. Non ci risulta che questa sia la prassi sia a livello regionale che nazionale. Dunque, auspichiamo che la stessa azione sia portata avanti anche dalle altre liste, che hanno dovuto affrontare la stessa problematica».

Nessun passo indietro da parte di Salvatore Sechi, candidato con Liberu: «Non è impresentabile - questa la posizione del movimento -. Salvatore Sechi come altri/e 17 compagne/i è imputato nel processo Arcadia per associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico. Dopo 21 anni dall’inizio dell’inchiesta si trovano ancora imputati e il processo iniziato nel 2014 è solo alle battute iniziali». Liberu ricorda quindi «nessuna condanna è ancora intervenuta nei suoi confronti, per questo motivo la nota diffusa dalla commissione appare oltremodo illegittima e vergognosamente diretta a orientare il voto contro un nostro candidato e la lista di Liberu, oltreché l’intera coalizione di cui facciamo parte - prosegue -. Ovviamente quando l’obiettivo è altro, anche la stampa si guarda bene dal dire neanche una parola sui tempi biblici del processo, questi sì vergognosi e impresentabili, così come si guarda bene dal ricordare che la Costituzione italiana di cui si dichiarano tutti difensori a giorni alterni, recita che fino al terzo grado di giudizio si è innocenti».

«Siamo con Salvatore che rimane nostro candidato, invitiamo a non votare chiunque si avvalga della disinformazione per orientare il voto e mettiamo in guardia dal giustizialismo che sta prendendo piede sempre più».

«Sostegno all'assessore Valeria Satta» è stato espresso da Michele Pais, coordinatore regionale della Lega Sardegna «che per una assurda norma viene messa alla gogna senza alcuna sentenza di condanna. Siamo certi che l'assessore Satta abbia sempre operato nel pieno rispetto della legge».

Il coordinatore della Lega aggiunge: «Non entriamo nel merito delle vicende processuali che devono avere loro corso, e per il massimo rispetto del lavoro dell'Autorità giudiziaria. In quella sede l'assessore Satta saprà dimostrare la massima correttezza della sua azione senza che ciò possa essere strumentalizzato a soli fini politici».

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