Bolotana straziata dal dolore dice addio a Laura Porta
Folla immensa per il funerale dell’infermiera morta incinta di otto mesi a Pistoia. Il parroco: «Dal cielo pregherà per il figlio Andrea»
Bolotana Laura è tornata a casa tra le lacrime di una intera comunità. Oggi, 23 febbraio, Laura Porta, l’infermiera di 36 anni morta per una emorragia cerebrale nella sua casa di Pistoia all’ottavo mese di gravidanza, è rientrata in paese dopo cinque giorni. Al dolore per la morte improvvisa si è aggiunta l’attesa straziante. Un’attesa infinita per poterla abbracciare per l’ultima volta, dentro una bara. Ad accompagnarla i genitori devastati dal dolore, babbo Mariano Porta, 72 anni e mamma Luisella Are, 63 anni, il fratello Claudio e il compagno Antonio Fasano, padre di Andrea, il piccolo fatto nascere con un taglio cesareo d’urgenza e che i medici stanno cercando di salvare all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Le sue condizioni restano gravi ma stabili.
Ad attendere il feretro, nel sagrato della chiesa parrocchiale di San Pietro, una folla commossa e impietrita dal dolore. Un dolore immenso, bagnato da fiumi di lacrime. I rintocchi delle campane a morto come spade che lacerano il cuore. Intorno alla piazza serrande abbassate e bandiere del municipio a mezz’asta per il lutto cittadino. «Siamo qui riuniti – ha detto il parroco nell’omelia – per pregare per Laura, per i suoi genitori, per i suoi cari e per il piccolo Andrea che la giovane mamma ha dato alla luce prima di morire. Dal cielo pregherà per il figlio che quando sarà grande sarà orgoglioso della mamma».
Dopo la cerimonia religiosa la salma è stata portata via tra gli applausi per essere cremata.
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