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La sensibilità “moderna” di Torquato Tasso

di Melinda Buonifacio*

	Torquato Tasso (1544-1595)
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Torquato Tasso (1544-1595)

Il messaggio sempre attuale è quello di non sopprimere la nostra reale natura, indossando una “armatura” psicologica

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Voglio parlarvi della poesia di Torquato Tasso. Tra il Rinascimento e il Barocco si sviluppa una tendenza nata dal crollo delle certezze del tempo che lasciarono il posto a una nuova “Maniera” che generò uno stato di inquietudine profonda. Inquietudine riflessa nel racconto della liberazione del sacro sepolcro a Gerusalemme. Con piacevoli versi si racconterà un importante accaduto storico. Nello scritto ideato nel 1559 si tratta di due temi portanti. Il primo di solito portatore di felicità, ma in questo caso generatore di sofferenza, ossia l’amore. Il secondo, visto come priorità del tempo, ossia la guerra. Questo crea un’immagine forte e eroica dei personaggi che viene oscurata dalla pietà espressa l’autore per i vinti.

I demoni che erano dalla parte dei Musulmani, provenienti dalla Turchia, non sono riusciti a sovrastare le “forze del bene” che affliggono la bandiera con la croce rossa nella loro Gerusalemme. Aiutato dalle forze del bene è invece il capo dei crociati, Goffredo, che guiderà i suoi compagni sotto l’insegna della croce. All’interno delle vicende belliche uno degli amori più sofferti sarà quello di Tancredi e Clorinda. Lei non riesce a scappare dalle mura di Gerusalemme dopo aver bruciato la preziosa torre d’assedio e Tancredi, non riconoscendola, la sfida a duello. In questa parte i due fulcri del racconto si fonderanno in una battaglia amorosa che si concluderà con la vittoria di Tancredi. Ignaro di aver ucciso la sua amata, il crociato commette l’atto benevolo di battezzarla. Ma appena Clorinda viene “smascherata” Tancredi crolla emotivamente. Si avverte la sensazione che sia lo stesso Torquato Tasso a volersi togliere una maschera, una corazza, tipicamente manierista, per far emergere la sua vera natura e la sua propensione all’amore, senza filtri.

Il messaggio sempre attuale è quello di non sopprimere la nostra reale natura, indossando una “armatura” psicologica.

*Melinda è una studentessa del liceo classico, musicale coreutico Azuni di Sassari

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