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Caso delibere, Christian Solinas replica a Todde: «Il presidente della Regione non è un dipendente alla mercé del suo giudizio»

Caso delibere, Christian Solinas replica a Todde: «Il presidente della Regione non è un dipendente alla mercé del suo giudizio»

Continua il botta e risposta a distanza tra la neo governatrice e l’uscente

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Sassari «Alessandra Todde non perde occasione per dimostrare il proprio totale dispregio delle istituzioni autonomistiche, che pensa di poter serenamente vilipendere in diretta televisiva con improbabili quanto scivolosi paragoni con suoi sedicenti dipendenti. Il presidente della Regione, chiunque esso sia, nel nostro ordinamento democratico non è certo un dipendente alla mercé del suo giudizio o peggio del suo licenziamento e bene farebbe ad avere rispetto di quel ruolo che probabilmente, seppure di stretta misura e senza la legittimazione ampia di molti suoi predecessori, andrà a ricoprire. Magari, esercitandolo, imparerà anche a distinguere le funzioni di direzione politica da quelle di direzione amministrativa e scoprirà con un certo stupore che esiste una differenza tra chi deve programmare le risorse in Regione (e lo ha fatto) e chi ha la responsabilità della spendita effettiva delle risorse programmate attraverso atti gestionali che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, cioè i dirigenti». Replica così il governatore uscente, Christian Solinas, alimentando la polemica a distanza che da qualche giorno va avanti a suon di comunicati stampa incrociati.

«Nell’ostentazione scomposta della sua sicumera – continua Solinas riferendosi a Todde – per il momento ha dimostrato soltanto una discreta superficialità, malcelata a stento dall’aggressività dei suoi strumenti comunicativi. Quanto a me, che non ero e non sono candidato a niente, posso solo rallegrarmi del fatto di non essere stato un dipendente di una sua azienda perché verosimilmente – tra richieste di fallimento da parte dei revisori e concordati preventivi – avrei vissuto nella precarietà e con gli ammortizzatori sociali. Ed in tutta onestà devo dire che davanti ad un datore di lavoro simile sarebbero arrivate certamente prima le mie dimissioni del suo licenziamento».

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