La Nuova Sardegna

La lettera

Vocali sessisti durante la campagna elettorale, Pietro Pinna si difende con una lettera agli elettori

Vocali sessisti durante la campagna elettorale, Pietro Pinna si difende con una lettera agli elettori

«Un messaggio in cui scimmiottavo un comico famoso è stato diffuso e fatto girare sui social fuori contesto, scatenando una valanga di insulti»

23 marzo 2024
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Sassari Pietro Pinna, il candidato consigliere della Dc finito al centro delle polemiche durante la campagna elettorale per i presunti vocali sessisti (diventati virali), ha pubblicato una lettera aperta per spiegare la sua estraneità a quegli audio.

Ecco il testo della sua lettera indirizzata agli elettori: 

«Terminata la campagna elettorale e acquisita la certezza che il nuovo presidente della Regione Sardegna sarà Alessandra Todde mi preme esternare il mio pensiero in maniera dolorosa e quantomai sincera su quanto è stato oggetto di mistificazione dell’onore e della rispettabilità della mia persona. Premetto che nella mia vita ho sempre e solo lavorato, dapprima al servizio dello Stato, ricevendo anche delle onorificenze, e successivamente per persone di alta affidabilità ed onorabilità quale consulente. L’idea di aderire ad un progetto politico serio e destinato a “mettersi in gioco” per il bene della nostra amata isola è stato preso con serietà e impegno, cercando di ascoltare e trasmettere la voglia di convincere il cittadino sardo a essere votato per un impegno serio ed intransigente. Durante questa nuova esperienza devo ammettere di avere avuto l’avvicinamento di persone a me sconosciute che, probabilmente per mia totale buona fede, sono apparse amiche e vicine al progetto. Proprio in tale contesto si è sviluppato e ha avuto origine il vocale addirittura giudicato “choc” da parte della stampa e di ogni parte politica. Devo dire che inizialmente, leggendo il mio nome e il contenuto del vocale in alcuni articoli che mi venivano inviati, ho pensato di essere stato oggetto di uno scherzo da parte di qualche amico; ho pensato che quella imitazione in stile “Cetto La Qualunque” che mi venne richiesta di inviare da parte di un amico (pensando fosse tale) fosse stata poi oggetto di un montaggio per riderci su. E invece no! Improvvisamente, pur non essendo mai andato ad alcun comizio politico o incontro programmato facendo portare santini elettorali da donne leopardate, mi sono ritrovato, in un attimo, a essere mio malgrado, giudicato; condannato; oggetto di feroci insulti. Non solo, in tale frangente così delicato per le sorti politiche della nostra Regione, sono stato usato in maniera machiavellica per il fine personale da raggiungere da parte di ogni parte politica».

«L’aspetto maggiormente inquietante di tutta la vicenda – prosegue la lettera – è che il contenuto della vicenda non è stato quello di comprendere se un candidato ha realmente portato con sé fantomatiche donne leopardate e se abbia pertanto realmente usato il corpo femminile a uso e consumo di scopi personali e beceri, ma lo si è bovinamente e acriticamente voluto far girare senza controllo nei social, facendo rimbalzare la notizia sulle varie testate con uno sterile “copia/incolla” di un audio subito definito “choc” che ha attribuito azioni mai fatte e compiute a chi in realtà, nella vita quotidiana, è semplicemente persona per bene e uomo che ama scherzare sugli usi e costumi del Paese, anche scimmiottando tra amici un noto personaggio comico. Vorrei aggiungere che l’esperienza politica appena terminata mi ha fatto comprendere come il candidato che ho sostenuto, oltre a rifiutare qualsiasi tipo di contatto telefonico (così togliendo ogni tipo di dignità a chi invece ci ha messo la faccia il tempo e il proprio denaro per sostenerlo), abbia frettolosamente giudicato, proprio per non perdere il proprio obiettivo, senza considerare che probabilmente, la difesa del proprio candidato e l’onestà intellettuale verso gli elettori sarebbe stata sicuramente maggiormente apprezzata (a questo punto posso solo aggiungere che per i sardi è stato meglio così!)». 

«Tengo a rimarcare, nonostante lo abbia più volte fatto – va avanti Pietro Pinna -, che il sottoscritto ha sempre rispettato le donne in maniera assoluta e intransigente e che di questo ne può essere testimone il mio vissuto personale e le tante espressioni di solidarietà che ho ricevuto proprio dalle tante amiche che migliorano la mia vita quotidianamente. Non sono mai stato un EX  Carabiniere ma bensì: “Graduato dell’Arma dei Carabinieri in Quiescenza, Vittima del Dovere, Medaglia d’Argento al Merito, collocato nel Ruolo d’Onore dell’Arma dei Carabinieri”. Assolutamente rammaricato, sia per come nella società odierna si diano per vere anche cose mai accadute usandole a uso e consumo del momento storico e politico aderente alle esigenze di terze persone e sia per come la mia vita quotidiana è cambiata al solo fine di soddisfare altre esigenze – conclude la lettera – ricorrendo senza mezze misure ad usare la mia persona senza comprendere quali conseguenze si possano poi subire e quali danni si possono creare senza alcun motivo».

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