La Nuova Sardegna

Il funerale

«Il nostro Stefano torna a casa»: all’ippodromo di Sassari la camera ardente per il giovane fantino

«Il nostro Stefano torna a casa»: all’ippodromo di Sassari la camera ardente per il giovane fantino

Stefano Cherchi morto in un incidente durante una gara in Australia

15 aprile 2024
2 MINUTI DI LETTURA





Sassari «Il nostro Stefano può finalmente tornare a casa». Un sospiro di sollievo, dopo tanto dolore, per i familiari di Stefano Cherchi, il fantino di 23 anni morto il 3 aprile scorso in Australia dopo una caduta da cavallo durante una gara e dopo un lungo ricovero in ospedale. La camera ardente sarà allestita presso l’ippodromo di Sassari venerdì 19 aprile a partire dalle 12. Il funerale invece sarà celebrato sabato 20 aprile, nella Chiesa di San Giuseppe, sempre a Sassari, alle 11,45.

Stefano Cherchi, cresciuto tra Sassari e Mores, si è spento nel letto dell’ospedale di Canberra, in Australia, nel quale era ricoverato dal 20 marzo. Troppo gravi le conseguenze di una caduta avvenuta durante una competizione, nella quale il giovanissimo fantino sardo aveva riportato gravissime lesioni alla testa ed emorragie interne. Per due settimane i suoi familiari e le moltissime persone che gli hanno voluto bene, hanno pregato e sperato per un piccolo miracolo. Purtroppo Stefano ha smesso di vivere con accanto i genitori e una delle sorelle, partiti dalla Sardegna subito dopo l’incidente, per stargli accanto. E quando il ragazzo ha smesso di vivere, è stata proprio la famiglia a comunicare la triste notizia, che attraverso una nota pubblicata dalla locale associazione dei fantini ha fatto rapidamente il giro del mondo. Portando enorme sconforto in Sardegna e a Newmarket, in Inghilterra, i luoghi nei quali Stefano Cherchi si era fatto meglio conoscere e apprezzare. Come persona, prima ancora che come fantino di grande talento.

Il 20 marzo Stefano, era al comando sulla pista dell’ippodromo di Thoroughbred Park, prima che la cavalla Hasime lo disarcionasse. Forse avrebbe vinto, senza quella caduta, come già tante volte gli era capitato nella sua troppo breve carriera: 106 successi ottenuti in Inghilterra, dove si era trasferito giovanissimo, ad appena 16 anni, per inseguire il suo sogno; altre due vittorie le aveva ottenute in Australia, dove si era spostato dalle prime settimane di quest’anno. Da sempre, e con grande determinazione, aveva inseguito il suo sogno. E tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, lo hanno ammirato per questo enorme slancio e passione, che l’ha sempre portato lontano.
 

In Primo Piano
L’inchiesta

Truffa del “bonus facciate”, la Procura di Sassari chiede 53 rinvii a giudizio

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative