La Nuova Sardegna

Vacanze

Il turismo in Sardegna cambia volto, il last minute è scomparso

di Claudio Zoccheddu
Il turismo in Sardegna cambia volto, il last minute è scomparso

I tour operator: «Tra gli stranieri c’è un ritorno alla vacanza organizzata». Movimento in ripresa: +10%. I mesi più richiesti sono giugno e settembre

05 maggio 2024
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Sassari Ritorno all’antico, ma con un occhio riservato alla spesa. Quest’anno l’isola ritorna ad essere una destinazione ambita dai turisti stranieri che, per la gran parte, arriveranno sfruttando i servizi offerti dai tour operator. Lo hanno annunciato gli albergatori e loro, i tour operator, lo confermano. Anche se nell’orizzonte turistico del post pandemia è cambiato qualcosa, ad esempio le tempistiche delle prenotazioni che, causa covid e relative limitazioni, negli anni scorsi erano molto sbilanciate verso il last minute.

I tour operator «Siamo ritornati ad un forte lavoro in early booking (le prenotazioni anticipate, ndr ) ma, e lo vediamo in queste settimane in cui abbiamo registrato un certo stallo, come avvenne lo scorso anno, la crescita complessiva del mercato straniero a fine anno, o almeno dall’area di lingua tedesca sarà contenuta a mio avviso entro un massimo del 10 per cento – spiega Patrizio Apolloni managing director della tedesca “Der Tour” – E sarebbe un risultato ottimo considerato che in Sardegna i mesi di luglio ed agosto non hanno reali margini di crescita. E poi speriamo tutti in un bel lavoro last minute di fine estate, confidando in un clima stabile anche fino a fine ottobre perché è tra settembre e ottobre che si farà o meno la differenza».

I ritardatari delle vacanze, dunque, sopravvivono: «Anche i tedeschi ormai decidono la vacanza di breve raggio, come la Sardegna o l'Italia in generale, anche molto sotto data – aggiunge Apolloni –. Vedo sempre più spesso prenotazioni con un anticipo anche di soli 7-5 giorni rispetto alla data di arrivo. Per cui tenere i release bassi, quando si può, è fondamentale per intercettare queste richieste». In questo caso, il motivo è la spesa: «Specialmente la fascia di clientela media e delle famiglie è particolarmente sensibile alle oscillazioni tariffarie, anche dei collegamenti aerei. Per cui molti di quelli che non hanno prenotato in early booking decidono magari di aspettare che il mercato tiri fuori qualche offerta dell’ultima ora».

L’identikit del turista straniero, dunque, riproduce i tratti di un visitatore con capacità di spesa piuttosto alta ma comunque attento a tutti i dettagli: «Confermo il grande ritorno dei tour operator – dice Carlo Gallino, esperto di marketing turistico e uno dei fondatori di MyComp – che, evidentemente sono diventati più bravi. Hanno imparato che non possono competere con Booking e con il last minute e si sono organizzati di conseguenza lavorando su buone offerte presentate con largo anticipo. E poi l’anno scorso hanno indirizzato i flussi verso altre destinazioni, i cataloghi dell’isola erano meno voluminosi, mentre quest’anno è evidente una buona ripresa».

Anche se non è detto che chi arrivi si faccia prendere dalla sindrome delle mani bucate: «Sul fatto che abbiano una capacità di spesa maggiore, nessuno discute. Però scelgono i mesi più economici». L’idea di attrarre una fascia medio alta di visitatori, manifestata dall’assessore Franco Cuccureddu, a discapito del numero di presenze, rimane comunque complicata, soprattutto se estesa anche alle zone meno turistiche dell’isola: «Tutti sognano di avere meno visitatori che però spendono più soldi. Purtroppo, è chiaro che non potremo attrarli tutti noi perché sulla parte “altospendente” c’è molta concorrenza perché molte destinazioni propongono prodotti turistici di fascia alta che competono con il nostro. Noi abbiamo un’offerta medio alta soprattutto sull’alberghiero ma gli altri servizi, a partire dai trasporti, non sono all’altezza. È il rapporto tra qualità e prezzo delle vacanze che fa la differenza – conclude Gallino – e determina il successo sul mercato».

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