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Giuseppe Palopoli: «Ho conosciuto fame e povertà e corro per far vincere il popolo»

Giuseppe Palopoli: «Ho conosciuto fame e povertà e corro per far vincere il popolo»

06 maggio 2024
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Sassari È l’uomo che “risolve i problemi”. Giuseppe Palopoli, 61 anni, imprenditore. Nel 2015, sostenne la candidatura di Nicola Lucchi dalle file dei Riformatori, nel 2019 entrò a far parte della coalizione civica di Campus, ma i rapporti con quest’ultimo si ruppero fin dal primo giorno e Palopoli si collocò all’opposizione. L’estate scorsa, il passaggio a Forza Italia, e poi la nuova rottura, e la corsa da solo, alla guida di “Sassari svegliati”.

Perché ha lasciato Forza Italia?

«Forza Italia è il mio partito, la mia storia, visto che sono stato nella segreteria di Beppe Pisanu, ho conosciuto Berlusconi. E per un attimo ho creduto che avrebbero potuto credere in me come candidato sindaco. Hanno fatto scelte diverse, continuo con il mio sogno».

Avrebbe voluto essere al posto di Mariotti?

«Il rettore è un amico. Ma ho iniziato a fare politica prima di lui. E penso di essere in grado di farla meglio».

In consiglio ha avuto qualche scontro legato al suo uso dell’italiano.

«Non ero io l’ignorante. L’italiano lo parlo benissimo. Non parlo il politichese, quello che fa tanto fumo e non risolve mai nulla».

Lei voleva falciare da solo l’erba alla fontana di Rosello.

«E per impedirmelo l’hanno falciata loro. Non sa quanti problemi ho risolto in questa maniera».

Per quello ha messo la fontana nel simbolo?

«La fontana di Rosello è l’emblema di quella Sassari che amo, di quella Sassari popolare che deve prendere in mano il suo futuro».

Lei viene dal popolo?

«Io ho iniziato a lavorare a dieci anni, ho conosciuto la fame e la povertà. Tutto quello che ho ottenuto, ed è stato tanto, l’ho guadagnato con il lavoro. Per questo non ho paura di lavorare, e non ho paura di stare in mezzo alla gente. E non ho paura certo di un pezzo di carta, la vita insegna molto di più dell’università».

Nei social l’adorano.

«Io sono sempre presente Ho fatto centinaia di interpellanze, segnalazioni, interrogazioni, mozioni. Se mi dicono che c’è un problema, grande o piccolo che sia, io vado, tempesto i responsabili, pretendo una soluzione. La gente lo vede e per questo mi vuole bene».

Con Campus non è finita benissimo. E con Lucchi?

«L’ho sempre stimato, ma la città per amarla bisogna viverla notte e giorno essere dentro il suo cuore. Bisogna dare. Molti hanno preso e non hanno mai dato. E parlo del centrodestra e del centrosinistra».

Quale punto del programma?

«Iniziamo dalle case popolari. E dal lavoro. Poi i nonni, a cui da 18 anni organizzo la festa. E i bambini, il nostro futuro».

Corre per vincere?

«Certo. E a tutti dico: attenzione alle sorprese. Mi hanno sottovalutato tante volte in vita mia, e hanno sempre sbagliato». (g.bua)

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