La Nuova Sardegna

Il rapporto

Bullismo e cyberbullismo, vittima uno studente su tre nell’isola

Bullismo e cyberbullismo, vittima uno studente su tre nell’isola

L’indagine condotta da Eurispes Sardegna sul mondo della scuola. Negli ultimi tre anni il numero degli episodi è cresciuto del 12%

16 maggio 2024
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Tempio I dati non sono molto incoraggianti, ma le buone notizie non mancano. L’istantanea della scuola sarda prodotta dalle ricerche presentate da Eurispes Sardegna dice che tra i risultati più preoccupanti delle ricerche che hanno investito gli studenti di medie e superiori di un centinaio di istituti dell’isola ci sono quelli relativi al bullismo. Rispetto a quanto emerso in una ricerca sul cyberbullismo condotta da Eurispes Sardegna nelle scuole sarde nell’anno scolastico 2020-2021, il fenomeno è cresciuto oltremisura. Allora dichiarò di non essere mai stato vittima di episodi di cyberbullismo l’80,4% degli studenti intervistati. L’ultima indagine sull’orientamento, relativa all’anno scolastico in corso, rivela invece che il totale di chi dichiara di non essere mai stato vittima di bullismo o cyberbullismo è pari al 68,9%. Quasi il 12% in più in appena tre anni. Nella secondaria di 2° grado, poi, il 96,1% degli studenti va d’accordo con almeno uno dei propri insegnanti. Per un dato positivo che può infondere ottimismo si scopre poi che ce n’è sempre un altro che va in direzione opposta.

Tra i 3mila studenti sardi intervistati da Eurispes sono tanti anche quelli che a scuola ci vanno perché “costretti”. Uno su due ne attribuisce la causa al cattivo rapporto con uno o più insegnanti. Di questi e di tanti altri dati, contenuti nelle ricerche di Eurispes Sardegna presentati ieri a Tempio, ha promesso di far tesoro l’assessora regionale alla Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, che condivide l’intenzione di intervenire tempestivamente nelle falle principali del sistema. «Bisognerà coordinare – ha dichiarato – gli orari della scuola con quelli dei trasporti, tenendo conto dell’entità del pendolarismo, e poi occorrerà intervenire sull’infrastrutturazione».

Introdotto dai saluti del presidente nazionale di Eurispes, Gian Maria Fara, del sindaco Gianni Addis, del vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, e della Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Carla Puligheddu, il convegno ha ospitato due diverse relazioni. La prima, a cura della sociologa Marisa Muzzetto, si è incentrata sull’esposizione dei dati delle due ricerche; la seconda ha poi proposto una serie di considerazioni in controluce di alcuni dei fenomeni fatti emergere. Il focus delle ricerche era l’orientamento inquadrato alla luce del cosiddetto “lifelong learning” o “apprendimento permanente”.

Pur credendo in generale nel valore della loro esperienza scolastica, il 33,2% degli studenti delle secondarie di 2° grado si mostra scettico quando deve definirne l’utilità in vista di un impiego più o meno vicino. La scuola piace di più quando si fa “extra”, e cioè quando riesce a convogliare l’interesse di chi la frequenta in attività e progetti extrascolastici. A sostenerli sono spesso genitori e insegnanti, con i quali il rapporto risulta più positivo in età preadolescenziale. Quella che desiderano è una scuola multitasking e più performante, capace cioè di alleggerire il tempo del lavoro in classe, utilizzando tutta la tecnologia disponibile.

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