La Nuova Sardegna

Domani Giornata mondiale delle api

Import e clima impazzito minacciano il miele sardo

di Salvatore Santoni
Import e clima impazzito minacciano il miele sardo

La concorrenza sleale straniera rischia di far saltare il comparto. Coldiretti: «Gli apicoltori sono in crisi, serve l’aiuto pubblico»

18 maggio 2024
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Sassari Da una parte c’è la concorrenza, spesso sleale, con milioni di vasetti importati dall’estero, dall’altra le anomalie climatiche capaci di cancellare intere annate e la vita di parecchie famiglie. È questa la situazione, per niente rincuorante, del comparto del miele sardo alla vigilia della Giornata mondiale delle api, che Coldiretti si appresta a festeggiare domani ma che già da ieri ha iniziato a celebrare nei mercati di Campagna amica con una serie di iniziative.

L’invasione Nel 2024 in Italia sono aumentate del 23% le importazioni di miele straniero, mentre le anomalie climatiche, con l’alternarsi di caldo, siccità e maltempo, hanno causato problemi alle fioriture costringendo gli apicoltori a ricorrere alle alimentazioni di soccorso per salvare gli alveari. L’anno scorso, in alcune zone dell’isola le temperature avevano raggiunto anche i 50 gradi mettendo in ginocchio i produttori di Basso Campidano, Sarrabus, Gerrei e alcune zone della Trexenta, con perdite stimate intorno al 40%. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Miele, l’abbassamento delle temperature ad aprile durante la fioritura dell’acacia, con pioggia e neve dopo un inizio anno bollente, ha danneggiato le produzioni della Sardegna.

«Servono aiuti» In casa Coldiretti non hanno la pretesa di poter governare le dinamiche dei mercati internazionali stando a Cagliari, ma sono molto decisi a non lasciare soli al proprio destino gli apicoltori sardi. «In questo momento di grande difficoltà – continua Cualbu – il comparto va sostenuto e integrato in modo tale che non ci si disinnamori del tutto. In questo momento gli apicoltori si stanno impegnando a tenere in piedi il comparto in un momento in cui i costi di produzione superano di gran lunga il costo del miele sul mercato. E quindi andrebbero aiutati per superare il momento, sperando che si ritorni presto alla normalità. Lasciare gli apicoltori al proprio destino ora, significa compromettere la filiera. Serve un sostegno pubblico come è successo per altri comparti, come è successo l’anno scorso per i produttori di latte bovino. Serve accelerare quelle procedure, che ancora attendono di essere completate, e metterne in piedi di nuove per aiutare gli apicoltori a superare la crisi».

L’isola al top A confermare l’importanza delle tipologie di miele in Sardegna in tema di biodiversità sono anche i dati. Nell’isola, infatti, sono tante le varietà di miele in crescita. Le maggiori produzioni arrivano dal miele di asfodelo ed eucalipto. Proprio sull’asfodelo la Sardegna risulta leader in Italia per produzione. Bene anche il miele di eucalipto con risultati piuttosto eterogenei e rese rilevate su apiari in produzione nelle province di Cagliari, Nuoro, Oristano comprese prevalentemente tra 15 e 25 chili per alveare. Un trend, questo, tra i più alti del Paese. Molto bene anche il miele di cardo. Il millefiori primaverile viene prodotto, in media, per circa 14 chili per alveare con rese variabili comprese tra 6 e 20 chili per alveare a seconda delle aree. Sul fronte agrumi, poi, anche se gli areali vocati non sono estesi, sono stati stimati 10 chili per alveare in media. In crescita, anche se con numeri attorno ai 5/7 chili per alveare il miele di corbezzolo (che vede la Sardegna la regione che detiene quasi l’esclusiva della produzione).

Le iniziative Già da ieri nei mercati di Campagna Amica dell’isola – guidata dal direttore Serafino Mura – sono cominciate una serie di iniziative a sostegno del comparto, con smielatura dal vivo fatta dagli apicoltori assieme ai giovani della Coldiretti, degustazioni e iniziative rivolte ad adulti e bambini. L’obiettivo è far conoscere ai cittadini l’importanza della “bee economy”, un settore del made in Sardinia fondamentale per la difesa della biodiversità oggi messo a rischio da clima e concorrenza sleale.


 

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