La Nuova Sardegna

Il viaggio nei territori

Ozieri: quasi 2 milioni di litri di acqua persi ogni giorno

di Barbara Mastino

	Fontana Grixoni, a Ozieri
Fontana Grixoni, a Ozieri

L’isola che muore di sete e getta l’acqua per strada

05 giugno 2024
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Ozieri Se c’è un luogo in Sardegna che può a pieno titolo essere annoverato tra le Città dell’Acqua è senza dubbio Ozieri, i cui luoghi simbolo non a caso richiamano questo elemento. I giardini de Su Cantaru (fontana) e la piazza Cantareddu (fontanella); o Sa Ena, il rione dove sorge la storica Fontana Grixoni. Tale vena fu incanalata già alla fine del ‘500 e poi andò ad alimentare il pregevole monumento, inaugurato nel 1882, che dava alla cittadinanza acqua in abbondanza e insieme evidenziava il potere e la generosità del suo finanziatore, il nobiluomo don Giuseppe Grixoni, che la indicò nel suo lascito al Comune. Secondo un calcolo effettuato nel 2017 da Giuseppe Saba, giardiniere che al tempo avviò su queste pagine una riflessione sugli sprechi di risorsa idrica, tale vena eroga circa 20 litri d’acqua al secondo, ovvero, spiegava, «1 milione e 728 mila litri al giorno, e considerato che il fabbisogno medio giornaliero è di 175 litri per persona, ovvero 1 milione e 750 mila litri per diecimila abitanti, ciò significherebbe ben più che la totale autosufficienza».

Tutta quest’acqua invece viene sprecata, mentre si potrebbe utilizzarla anche per la cura di aiuole e giardini, che invece al momento, come accade per esempio al Cantaro, sono alimentati dalle condotte di Abbanoa e quindi non certo gratis. Altra acqua che non viene utilizzata, e finisce addirittura nel lago Coghinas, è quella della vena di San Gavino, che scorre sotto l’istituto tecnico Fermi - del quale alcuni fa provocò la chiusura per inagibilità, la cui risoluzione costò ingenti risorse. Chiusura che lo scorso anno è stata obbligata anche per il bar Il Ponte, reso inagibile proprio dal flusso sotterraneo. La vena infatti scorre ancora, anche se è stata messa in sicurezza sotto la scuola, e arriva sino a via De Gasperi accanto al distributore di carburanti. Se ne sente anche il rumore, quando non c’è traffico, e sebbene l’acqua non possa definirsi del tutto sprecata perché alimenta il lago, essa potrebbe comunque essere usata almeno per usi civici.

«Servirebbe un investimento cospicuo – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Volpe – e siccome questi casi sono numerosi in Sardegna sarebbe auspicabile che la Regione pensasse a investimenti, con fondi dei Lavori Pubblici o Pnrr, per ricerche e opere per dare ai Comuni l’autosufficienza almeno per le irrigazioni e gli usi di Protezione Civile». E a Ozieri i punti di sorgente, in centro e in periferia, sono numerosi, come illustra per esempio la recente monografia “Le Acque”, secondo numero dei Quaderni Ozieresi, del 2019, nella quale il professor Titino Bacciu parla dell’acqua come di «simbolo di forza, orgoglio e ingegno», «sentimenti che muovevano gli antichi alla ricerca, alla captazione e all’irreggimentazione delle acque. È ciò che dovremmo provare anche noi al cospetto dell’acqua, convinti del fatto che questo elemento ha contribuito da sempre allo sviluppo e all’esercizio di diritti e libertà di cui godono gli abitanti dentro la città».

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