La Nuova Sardegna

Indagini

Arzachena, sulla tragica fine di Ivan Dettori l’ombra di vessazioni e bullismo

di Tiziana Simula
Arzachena, sulla tragica fine di Ivan Dettori l’ombra di vessazioni e bullismo

La Procura di Tempio apre un’inchiesta sulla morte del 19enne. La disperazione della madre: «Ultimamente non era lui, chiedo solo verità»

08 giugno 2024
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Arzachena «Voglio sapere la verità... Nessuno mi restituirà il mio Ivan, ma è giusto che io sappia la verità». La disperazione negli occhi e un dolore che devasta il cuore. Quello di una madre che ha perso suo figlio. Il suo unico figlio. Domenica Pusceddu, 53 anni, ha la forza di pronunciare solo poche parole di fronte alla notizia che la Procura di Tempio ha aperto un’inchiesta sulla sua morte.

Ivan Dettori, 19 anni, si era allontanato da casa la mattina del 3 giugno. È stato ritrovato privo di vita dopo tre giorni di ricerche nelle campagne di Arzachena, in località Sarraiola, a due chilometri e mezzo dalla sua abitazione (in viale Paolo Dettori). La Procura ha aperto un fascicolo. Sarebbero emerse circostanze per le quali il magistrato – titolare delle indagini è il sostituto procuratore Mauro Lavra – ha ritenuto necessario disporre una serie di accertamenti. Non ci sono indagati. Due le ipotesi di reato sulle quali si indaga: atti persecutori e morte come conseguenza di altro reato.

Gli accertamenti sono volti a fare chiarezza sul contesto in cui è maturata questa tragedia: Ivan si è tolto la vita di sua volontà? O qualcuno lo vessava e lo molestava a tal punto da farlo disperare e costringerlo a compiere quel gesto estremo? Che Ivan fosse turbato per qualcosa nell’ultimo periodo, lo avevano riferito fin da subito agli investigatori i suoi genitori, Domenica Pusceddu e Giovanni Dettori. E lo avevano detto anche nell’appello che avevano lanciato attraverso la Nuova Sardegna poche ore prima del suo ritrovamento. A loro Ivan aveva confidato che non stava bene. Era andato anche via dal lavoro.

«Era triste, assente, non era lui...», dicevano gli amici e i cugini riuniti nella sua casa, mentre le squadre dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei barracelli battevano le campagne intorno ad Arzachena per cercarlo.

«Per nostro figlio non ci fermeremo fino a quando non sapremo la verità», ribadisce Giovanni Dettori. Ivan amava cucinare. Aveva frequentato l’istituto alberghiero di Arzachena e d’estate lavorava come aiuto cuoco stagionale nei ristoranti e strutture ricettive della zona. Quest’anno aveva frequentato le lezioni per pochi mesi, poi, aveva deciso di ritirarsi e di andare a lavorare. Ma nell’ultimo periodo aveva lasciato anche il lavoro.

L’ultima volta che i genitori l’hanno visto è stato la mattina di lunedì 3 giugno. Domenica e Giovanni lo avevano lasciato a casa, nella sua cameretta, quand’erano usciti per andare al lavoro. Poi, verso l’ora di pranzo il padre era rientrato a casa e lui non c’era più. Aveva lasciato la luce accesa ed era andato via, portandosi dietro solo il telefono e nient’altro. Quel cellulare che la sua famiglia ha chiamato a lungo senza mai ricevere risposta. A volte squillava, a volte era muto. Martedì mattina è stata presentata la denuncia nella caserma dei carabinieri di Arzachena. E sono cominciate le ricerche da parte del Soccorso alpino, dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei barracelli, con l’ausilio di un elicottero dell’aeronautica militare, due droni, e un cane molecolare. Nel primo pomeriggio del 6 giugno, il tragico ritrovamento.

La salma del 19enne è stata inizialmente restituita subito ai genitori. Ma dopo 24 ore il magistrato ha disposto il sequestro del corpo sul quale verrà eseguita l’autopsia. L’esame autoptico è fissato per domani. È stato aperto il fascicolo contro ignoti con due ipotesi di reato. Sotto sequestro il cellulare che il ragazzo aveva con sé, e altro materiale che i carabinieri di Arzachena hanno trovato nel luogo della tragedia. Tante le circostanze da chiarire, a cominciare da come sia arrivato a Sarraiola: ci è andato a piedi? (non aveva né auto, né moto). Nessuno l’ha visto durante il tragitto? «L’attuale attività investigativa è molto delicata, ma decisamente rilevante per cercare la verità – dice l’avvocato Egidio Caredda, che assiste la famiglia –. I dubbi su quanto accaduto ad Ivan sono tanti e sarà necessario accertare molte delle circostanze che hanno portato la Procura ad una grave ipotesi delittuosa».

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