La Nuova Sardegna

L’accordo

Salicoltura, la Sardegna sposa il progetto

Salicoltura, la Sardegna sposa il progetto

Confagricoltura e Saline marine italiane chiedono una legge che assimili il comparto a quello agricolo

10 giugno 2024
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Assemini Dimostrare che la coltivazione del sale marino può essere assimilata all’attività agricola, dando così riconoscimento a un comparto che opera nella salvaguardia del territorio, dell’ambiente e dell’ecosistema producendo un elemento naturale di grande valore nutrizionale. Definire una legge che fissi i criteri normativi per assimilare la salicoltura marina con l’attività agricola. Sono gli obiettivi del progetto di valorizzazione nazionale della salicoltura “L’agricoltura coltiva il sale”, elaborato da Confagricoltura e Saline marine italiane.

Il progetto è stato presentato nelle Antiche officine della Salina Conti Vecchi di Macchiareddu ad Assemini. A fare gli onori di casa il presidente di Confagricoltura Sardegna e neoeletto in Giunta nazionale, Paolo Mele, che ha accolto il direttore generale dell’organizzazione di categoria, Annamaria Barrile, e la presidente della Regione, Alessandra Todde, intervenute a inizio lavori.

La relazione introduttiva è stata curata dal capo progetto, Ciro Zeno, a cui sono seguiti l’amministratore delegato di Conti Vecchi Spa, Enrico Morgante, e il presidente di Atisale Spa – Salina Sant’Antioco, Bruno Franceschini. È toccato poi a Mele fare le conclusioni dell’incontro moderato dal giornalista Lello Caravano. La tappa di presentazione del progetto arriva dopo altri due appuntamenti tenuti in Sicilia e Puglia: le realtà territoriali tradizionalmente più importanti della salicoltura nazionale insieme a Sardegna e Emilia-Romagna. All’incontro hanno inoltre partecipato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Gian Franco Satta, i vertici locali di Confagricoltura, numerosi portatori di interesse e il deputato Salvatore Deidda che ha portato i saluti del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.

«Le saline di mare costituiscono anche un forte richiamo turistico – ha detto Annamaria Barrile –. Avvicinando la salicotura marina all’attività agricola si avrebbe una sinergia tra i due comparti che sicuramente porterebbe ad una valorizzazione turistica, aumentando il legame tra territorio e prodotti agroalimentari, a favore dell’economia del Paese».

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