La Nuova Sardegna

L'appello

Gara di solidarietà a Macomer: tutti in fila per aiutare Antonio

di Simonetta Selloni
Gara di solidarietà a Macomer: tutti in fila per aiutare Antonio

Ha la leucemia e si cerca un Dna compatibile per il trapianto di midollo

22 giugno 2024
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Macomer In fila per Antonio. Antonio, che ha 14 anni, e vive nella penisola, ed è un giovane con una leucemia linfoblastica acuta di tipo B. Il linguaggio medico si traduce così: serve, ma subito, un trapianto di cellule staminali emopoietiche, e serve un donatore. Ieri mattina a Macomer per Antonio decine di ragazze e ragazzi si sono messi in fila, per sottoporsi a un prelievo salivare grazie al quale il loro Dna sarà tipizzato, nella speranza di trovare, tra tanta generosità, una compatibilità che offra la speranza della guarigione all’adolescente.

L’appello dell’Associazione donatori midollo osseo di Macomer è stato raccolto da 64 persone. La gran parte, ragazze e ragazzi, studenti. Ieri, sabato mattina, avrebbero potuto fare altro: andare al mare o in giro con gli amici o semplicemente oziare, oppure buttarsi sui libri (per chi deve ancora sostenere la maturità). E invece no. In fila, al Padiglione Tamuli, alle ex Caserme Mura. Maria, Giovanni, Paolo, Francesca... Ragazzi felici di dare una mano, una mobilitazione che a Macomer non ha precedenti e che in gran parte si deve all’iniziativa del gruppo di dirigenti dell’associazione, presieduta da Nicola Demartis. «Ci siamo mossi perché abbiamo saputo della situazione di questo ragazzo, che ha dei legami con Macomer, per quanto risieda con la sua famiglia fuori dalla Sardegna – spiega Demartis –. E così abbiamo deciso di fare qualcosa di concreto, per lui ma non solo». Il punto è che la disponibilità data dai ragazzi non si limita a sostenere Antonio. «Intatti, tutti loro in realtà stanno mettendo a disposizione del Registro dei donatori di midollo osseo il loro Dna. Potrebbero non essere compatibili con lui, ma magari con qualche altra persona in attesa di trapianto. È il bello di questo gesto solidale», chiarisce Demartis.

Età compresa tra i 18 e i 36 anni, buono stato di salute, un peso non inferiore ai 50 chili. Al padiglione Tamuli c’era anche, concomitante, una giornata di donazione del sangue promossa dall’Avis. C’è collaborazione nel mondo del volontariato che ha a che fare con situazioni di difficoltà. Tutti i potenziali donatori hanno compilato un modulo, aderendo in questo modo al Registro, che nell’isola annovera al 31 dicembre 2023 complessivamente 305 donatori, di cui 163 di midollo e 142 di cellule staminali periferiche (fonte Ibmdr, acronimo di Italian Bone Marrow Donor Registry,ossia Registro italiano dei donatori di midollo osseo).

Negli ultimi trent’anni, da Macomer ci cono stati almeno cinque casi di donazione di midollo osseo, secondo quanto risulta a Demartis. «Potrebbero essere stati di più. In questi a noi noti però, i pazienti sono guariti, un bel risultato». La Sardegna ha otto tra Centri donatori o Poli di reclutamento nei principali centri trasfusionali di Cagliari, Oristano, Muravera, Nuoro, Ozieri, Olbia e Sassari.

In questa storia di solidarietà c’è anche da dire che familiari del ragazzo che attende un donatore si sono iscritti all’Admo di Macomer. «Un gesto che abbiamo apprezzato molto, perché è stato anche questo un atto di generosità», sottolinea Demartis. Una mano tesa al territorio che sta rispondendo all’appello per il ragazzo. L’altro fatto così straordinario è che Antonio, come detto, non vive a Macomer. I ragazzi e i giovani (tutti i potenziali donatori infatti sono under 36) che si sono messi a disposizione non lo conoscono. Hanno saputo dell’emergenza, hanno collegato il cuore e si sono presentati. Nessuna generosità è più grande di quella che non ha vincoli né obblighi. Si sono mossi per Antonio. Ma il destinatario potrebbe essere Marco, Maria, Luca... E ora non resta che sperare che questa disponibilità si traduca in una opportunità di guarigione.


 

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