La Nuova Sardegna

La vittima

Delitto ad Arzana. Una vita da criminale: traffico di armi, droga, furti di gioielli e di reperti

Delitto ad Arzana. Una vita da criminale: traffico di armi, droga, furti di gioielli e di reperti

Nel 1997 la prima condanna per aver rubato delle bombe

09 luglio 2024
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Arzana Una storia criminale lunga e composta da tanti tasselli. Così è trascorsa la vita di Vincenzo Beniamino Marongiu che per se stesso ha scritto un curriculum criminale lungo quasi tre decenni. Traffico e furto d’armi, spaccio di droga, furto e vendita di gioielli e di reperti archeologici. Sono solo alcuni dei reati per i quali è stato condannato o indagato.

1997 Beniamino Marongiu viene condannato per il furto di bombe ed esplosivo militare dal deposito dell’Esercito a Campomela, nel Sassarese, una notevole quantità di mine antiuomo e anticarro.

Ottobre 2016 Viene sorpreso, con altri tre, in un casolare abbandonato nel centro di Arzana, in cui c’è un deposito di cannabis. Marongiu, con gli altri, cerca di scappare sui tetti, ma viene arrestato. Nella perquisizione fatta nella sua abitazione vengono sequestrate una pistola Beretta modello 418 con matricola cancellata e un caricatore privo di colpi, e una carabina Weihrauch HW 977 calibro 4,5.

Dicembre 2018 Traffico d’armi in Ogliastra. Cinque persone sono destinatarie di altrettante ordinanze restrittive per associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico illecito di armi ed esplosivo militare. Tra queste c’è anche Vincenzo Beniamino Marongiu. La sua è la posizione più grave. È accusato tra le altre cose, di detenzione di armi da guerra. Una pistola mitragliatrice Mp-40 e una mitragliatrice Sten (peraltro non rinvenute durante le indagini). Ma secondo gli inquirenti appartengono a lui anche le 30 mine antiuomo ritrovate nell’ottobre del 2018 nelle campagne di Arzana.

2016-2021 Vincenzo Beniamino Marongiu è indagato nell’inchiesta Dea Madre, con altre 33 persone. L’accusa, a vario titolo, è quella di associazione per delinquere finalizzata all’esportazione di beni appartenenti allo Stato, ricerca archeologica senza concessione, contraffazione di opere d’arte, ricettazione, furto aggravato ed estorsione. I reperti archeologici, recuperati con scavi abusivi nei nuraghi, venivano venduti e spediti in Francia.

2024 L’ultima indagine che lo riguarderà adesso sarà quella legata al suo omicidio. Le piste da seguire da parte degli inquirenti sono tante e certamente sarà complicato capire a quale filone criminale possa essere legata l’uccisione di Vincenzo Beniamino Marongiu. Una vita certamente movimentata, che si è conclusa sotto i colpi della pistola a tamburo in piazza Roma. Il luogo che, vista anche la dinamica descritta dagli inquirenti, probabilmente era abituato a frequentare con tranquillità e senza paure. (a.me.)

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