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Giovanni Andrea ha superato il tumore: l’intervento riuscito grazie al “gene suicida”

di Luigi Soriga
Giovanni Andrea ha superato il tumore: l’intervento riuscito grazie al “gene suicida”

Fu un’operazione sperimentale e rischiosa eseguita all’ospedale Bambin Gesù

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Sassari Giovanni Andrea dal 2012 al 2015 era affetto da leucemia linfoblastica acuta, una rara forma di tumore che colpisce le cellule produttrici di linfociti nel midollo osseo. I cicli di chemioterapia non sono risolutivi, la guarigione era possibile solo attraverso il trapianto di midollo. Ma quello della mamma, l’unico disponibile, era compatibile al 50%.

L’intervento, che faceva solo l’equipe del professor Franco Locatelli, all’epoca direttore del reparto di Oncoematologia pediatrica del Bambin Gesù di Roma, era sperimentale e comportava dei rischi. «Gió è stato il tredicesimo al mondo a sottoporsi – spiega il padre Andrea Chessa – in questo nuovo tipo di trapianto oltre alle cellule staminali del genitore, vengono infusi i Linfociti T Alpha e Beta geneticamente modificati con l’inserimento nel DNA di un gene suicida».

È come una bomba telecomandata. Inserendo un “gene suicida” nelle cellule dei linfociti del donatore, si abbassano i rischi del trapianto. In pratica le cellule dei genitori – in particolare i linfociti T, quelli che riconoscono il nemico da attaccare – decidano a un certo punto di aggredire l’organismo del bambino, che vedono come estraneo. Ma ecco la bomba telecomandata: la reazione immunitaria può essere disinnescata azionando il “detonatore”, cioè iniettando una sostanza che fa suicidare i linfociti T entro 30 minuti.

In questo modo il trapianto può essere usato più spesso, nei bambini, anche quando il donatore non è perfettamente compatibile, come nel caso di un genitore. «Subito dopo il trapianto – spiega Andrea Chessa – si ha un ulteriore protezione ed è possibile tornare alla vita normale molto più velocemente. Tant’è che lui dopo 21 giorni dall’intervento Giò era già al parco giochi. Il trapianto è avvenuto il 30 aprile 2015 e siamo tornati in Sardegna il 12 agosto. Giò ha fatto il bagno al mare, e a settembre Gió era scuola». 

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