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Massimo Mulas: «A Porto Torres ora separiamo merci e passeggeri. E facciamo il salto di qualità»


	Il primo carico di pietre a Porto Torres e il sindaco Massimo Mulas 
Il primo carico di pietre a Porto Torres e il sindaco Massimo Mulas 

Il sindaco commenta positivamente la maxi commessa delle pietre della Nurra destinate alla diga di Genova

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Sassari «La maxi commessa che vedrà impegnato lo scalo turritano per i prossimi 22 mesi è un’ottima notizia e rende evidente la vitalità del nostro tessuto imprenditoriale. Rende però ancora più evidente la necessità dell’auspicato salto di qualità per il porto di Porto Torres, che da decenni attende risposte che permettano di sfruttare al meglio sia la parte legata al traffico merci che a quello dei passeggeri». Non molla il colpo il sindaco di Porto Torres Massimo Mulas, che nelle scorse settimane ha già portato a Cagliari il “problema porto” in un lungo faccia a faccia con la governatrice Alessandra Todde.

Il colpo messo in piedi da Giancarlo Acciaro è infatti la certificazione che lo scalo turritano ha caratteristiche uniche, sia per la sua collocazione geografica, che ne fanno il naturale approdo del traffico da Genova e dunque da tutto il nord Italia ed Europa, ma anche dalla Spagna e dalla Francia, sia per caratteristiche costruttive, con la fortuna di avere a disposizione due alvei e di avere un porto industriale strutturato in maniera tale da “reggere” anche le attuali tipologie di navi sia come fondali che come tipologia dell’opera.

Allo stesso tempo mette in evidenza uno dei punti deboli di uno scalo dove “polvere” e valigie sono troppo a stretto contatto. È evidente infatti che movimentare 1,7 milioni di tonnellate di pietre (che diventano 2 milioni considerando la betonite) nella stessa banchina in cui attraccano tre navi passeggeri creerà importanti problemi, che per ora si cerca di gestire e risolvere con soluzioni tampone, come intervenendo sulla viabilità, in modo che gli accessi alla banchina Asi 3, dove arrivano le merci, siano separati da quelli delle auto delle navi passeggeri. «Ma la soluzione vera e non più rinviabile – attacca Mulas – è la divisione definitiva del traffico passeggeri da quello commerciale, in modo da potere permettere ad entrambi di potersi espandere senza danneggiarsi l’uno con l’altro».

Ben vengano dunque le pietre della Nurra, che daranno lavoro a un centinaio di persone per due anni e lustro allo scalo Turritano, ma è arrivato il momento di “spingere”. Nonostante 60 milioni di contratti già appaltati che dopo 10 anni non sono ancora arrivati a terra, una continuità da ridiscutere e una governance appesantita da un apparato burocratico statale e regionale che appare sempre più anacronistico, riesce comunque a movimentare oltre 1 milione e 200mila passeggeri l’anno ed è la naturale porta delle merci in arrivo e in partenza per il capo di sopra del mondo. «Ma ci sono le condizioni – chiude Mulas – per fare molto di più». (g.bua)

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