Siccità e futuro del vino: «Senza pozzi e irrigazione sempre più complicato»
Mariano Murru di Assoenologi Sardegna: «In diverse aree dell’isola produttori in difficoltà»
Sassari Nel contesto di un’annata molto buona, non tutti i produttori isolani possono cantare vittoria. «L’acqua che arriva dal cielo per la vite è la migliore da ogni punto di vista, ma è ormai è evidente che con queste condizioni meteo in alcune zone della Sardegna sarà sempre più complicato completare il ciclo e avere una vendemmia soddisfacente».
Il presidente di Assoenologi Sardegna, Mariano Murru, conferma come i cambiamenti climatici stiano modificando completamente le regole del gioco anche per quanto riguarda l’enologia. «In Sardegna esistono varie zone climatiche – dice Murru –, ma percentualmente chi ha la possibilità di irrigare e coltivare con tecniche moderne i vigneti riesce bilanciare le problematiche legate a siccità, alte temperature e fenomeni atmosferici estremi. Negli altri casi ci sono parecchie difficoltà, soprattutto nel sud dell’isola. E abbiamo avuto segnalazioni anche di piante che sono morte a causa della siccità».
Da questo punto di vista, le conferme arrivano anche da Domenico Bosco, responsabile nazionale vino di Coldiretti. «Il viticoltore è sempre più costretto a fare i conti con il cambiamento climatico, dagli eccessi di pioggia alla siccità e quindi deve lavorare molto in vigna – sottolinea Bosco –. Il viticoltore ha bisogno di assistenza e di un’agricoltura di precisione ma vanno fatti anche investimenti importanti nella ricerca e nelle infrastrutture, ad esempio per raccogliere l’acqua piovana nei bacini. Ci troveremo sempre più in situazioni estreme e attraverso la ricerca si possono creare varietà resistenti alle fitopatie, alle gelate tardive. Inoltre il miglioramento genetico può dare una mano senza tuttavia snaturare il nostro patrimonio di biodiversità». Quest’anno, la vendemmia non sarà abbondante ma non tutti i mali vengono per nuocere, secondo Bosco. «Siamo in un contesto particolare perché il mercato ha visto un rallentamento dello scambio dei volumi e quindi avere una produzione non abbondante aiuta a mantenere un equilibrio di mercato e questo è positivo, poi dipende dalle singole denominazioni. La vendemmia quest’anno non sarà abbondante anche se le previsioni variano da territorio a territorio. Abbiamo una situazione che vede le aree del centro e del sud Italia caratterizzate da una siccità importante, ed è chiaro che con la carenza idrica aumentano le criticità nel vigneto che determinano prima di tutto una scarsa produzione e una raccolta in anticipo. Al nord invece, a causa di un eccesso di pioggia, nella scorsa primavera, le problematiche sono diverse con un accrescimento dei grappoli non perfetto e una presenza di fitopatie causate dall’umidità, come la peronospora. In questi vigneti – conclude Domenico Bosco – non abbiamo una anticipo di vendemmia».
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