La Nuova Sardegna

Il caso

Perfugas: azienda convertita per produrre mascherine. Ma i dpi in Sardegna arrivano dalla Cina

di Gianni Bazzoni
Perfugas: azienda convertita per produrre mascherine. Ma i dpi in Sardegna arrivano dalla Cina

La Grafiche Essegi aveva risposto subito all’appello del ministero nella fase di emergenza Covid

3 MINUTI DI LETTURA





Perfugas Cinquecento metri di capannone, nella zona industriale di Perfugas in località “Monterenu”, una attività faticosa portata avanti per quasi trent’anni con una azienda a gestione familiare.

La Grafiche Essegi è una di quelle imprese che nel 2020 aveva risposto al “richiamo” del ministero della Sanità e del Governo più in generale che invitavano gli imprenditori a mettersi in gioco, integrare e in qualche caso riconvertire o creare nuove linee di produzione. Erano le fasi più drammatiche dell’emergenza Covid: migliaia di morti, allarmi continui, la sensazione di non essere mai in grado di fronteggiare una ondata che stava mettendo in crisi le strutture ospedaliere del Paese. E nel 2020 i dati sulle importazioni delle mascherine chirurgiche facevano registrare un +1424 per cento. «In quel momento abbiamo deciso di fare sacrifici, investire e destinare una linea della nostra attività di azienda grafica per produrre mascherine chirurgiche – racconta Antonio Cannas, 23 anni, titolare insieme al fratello Giovanni e al padre Agostino della Grafiche Essegi – in poco tempo siamo diventati operativi. Era il momento di grande mobilitazione, c’era chi passava dalla produzione di materassi alle mascherine, e avvenivano anche altre metamorfosi. Noi siamo partiti con una linea nuova. Per un anno e mezzo abbiamo lavorato come disperati. Fornivamo mascherine chirurgiche certificate dal ministero della Sanità in tutta Italia, anche alla Camera dei deputati».

Poi l’emergenza si è attenuata, il Covid è rimasto, ogni tanto fa capolino con picchi importanti (come in questa caldissima estate) ma la corsa frenetica per le mascherine ha subito una brusca frenata. «Noi abbiamo una potenzialità produttiva di un milione e mezzo di mascherine al mese e diciamo che ci mettiamo davvero poco anche a operare un eventuale potenziamento (anche occupazionale) – dice Antonio Cannas – ma al massimo oggi produciamo 200-300mila pezzi al mese. Siamo scesi sotto il livello dell’ordinaria amministrazione, in pratica una potenzialità enorme per una richiesta minima. Sembra che le mascherine non servano più, c’è stata e c’è una forte importazione dalla Cina, gli ospedali sardi vengono riforniti con dispositivi di protezione individuale che arrivano da altre parti. E noi che avevamo risposto alla chiamata e ci siamo schierati senza esitazione nel periodo dell’emergenza restiamo ai margini».

É una delle tante storia all’italiana. L’unica fornitura per strutture sanitarie sarde la Grafiche Essegi l’ha fatta per il Policlinico. «Non è una polemica – dice Antonio Cannas che conferma di continuare a credere nel valore e nell’efficacia di quella scelta fatta quattro anni fa – ma una amara constatazione. Utili e vantati nel momento dell’emergenza, quando servivano risposte in tempo reale e gradualmente dimenticati con il passare degli anni». E il mercato sardo è stato occupato da mascherine importate. «Non ci siamo pentiti di quella scelta e siamo orgogliosi di avere dato un contributo prezioso in un momento che sapeva tanto di disastro e servivano menti lucide, ragionamenti e risposte concrete. Oggi rifaremmo la stessa scelta, la nostra famiglia – conclude Antonio Cannas – ha scelto di stare dalla parte della Sardegna e rendere un servizio prezioso che passa attraverso il lavoro».

Forse la Regione dovrebbe guardare anche alle risorse locali, riconoscere i sacrifici di chi con il proprio lavoro ha dato un contributo prezioso per contrastare l’avanzata del Covid. C’è un mercato di 4 milioni di mascherine chirurgiche che ogni mese devono essere rese disponibili in Sardegna. In larga parte vengono importate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative