La Nuova Sardegna

Il dibattito sull’energia

Antonello Peru: «Basta tifoserie contrapposte sulle pale eoliche, la soluzione sono le comunità energetiche»

di Salvatore Santoni
Antonello Peru: «Basta tifoserie contrapposte sulle pale eoliche, la soluzione sono le comunità energetiche»

La “terza via” di Sardegna al centro 20Venti: «Pronta una proposta di legge per l’azionariato popolare»

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Sassari Da una parte i tifosi dell’eolico a tutti i costi, dall’altra quelli che non vogliono vedere manco una pala piantata nell’isola. E in mezzo Antonello Peru, e una proposta di legge del suo partito Sardegna al centro 20Venti per ritoccare un paio di punti nevralgici in tema di comunità energetiche che sta per approdare in consiglio regionale.

La proposta del politico sorsense è abbastanza chiara e il messaggio che lancia ai sardi altrettanto: «Vogliamo liberarci dalle multinazionali? Iniziamo a produrci l’energia elettrica da soli». «La transizione energetica – precisa Peru – è un obbligo del mondo. Bisogna smettere di inquinare e inizia a sfruttare seriamente il sole e il vento, e anche l’idroelettrico. Tutti vogliono le rinnovabili, ma nessuno le vuole a casa propria. E questo è un grosso limite della politica che non ha pianificato nel tempo quello che poteva essere la nostra indipendenza energetica. Oggi l’energia è come l’ossigeno, non si può vivere senza. Però non ci rendiamo conto che ci sta producendo lo fa a venti chilometri da noi è una multinazionale, un player non sardo che produce con un inquinamento micidiale».

Antonello Peru non ci sta a ridurre tutto al concetto “pale sì, pale no”, allo stop a qualsiasi impianto eolico. «Quella cosa significa non fare niente e non va bene. Se parliamo di dipendenza dalle multinazionali allora io dico: noi siamo dipendenti da Fiume Santo. Ma lo sa la gente che il carbone non arriva nemmeno dalle miniere sarde perché non è produttivo?». E quindi che fare, verso dove andare? «Oggi io dico che non siamo in ritardo per creare un’alternativa. Ci sono le norme e le comunità energetiche. La legge ci dà la possibilità di una produzione collettiva in autoconsumo con impianto fino a un megawatt. Sono stati individuati 82 distretti in Sardegna in cui si può creare un’aggregazione, un azionariato diffuso, in ogni Comune della Sardegna. E la legge ti dà un incentivo altissimo, e ti consente di vendere il surplus della produzione».

E ancora: «La novità della nostra proposta di legge è aggiungere risorse ai Comuni sotto i 5mila abitanti, dove il Pnrr finanzia già una percentuale per realizzare gli impianti rinnovabili, per coprire l’intero investimento. E poi prevediamo di finanziare i Comuni anche sopra i 15mila, perché per loro il Pnrr non prevede nulla. E ancora, prevediamo la possibilità di aprire all’azionariato, cioè alle persone di investire dei soldi sopra la comunità anche se non hanno immobili o spazi in cui installare i nuovi impianti. Tra l’altro nell’ultima Finanziaria di Solinas di sono già 80 milioni pronti per finanziare il funzionamento e le spese di gestione di questa comunità energetiche». C’è poi il tema del gas, la dorsale del metano. «Ero d’accordo – dice ancora Peru –. Al tempo si parlava di un passaggio in Sardegna e quindi avremmo avuto un vantaggio. Il problema è che oggi stiamo parlando di altro, oggi il metano è obsoleto. Siamo l’unica regione senza metano perché “mamma Italia” non ci ha fatto le opere ma è carbon-fossile, è superato, è caro e comunque inquinante. E pensare di utilizzare la dorsale con l’idrogeno è difficile, diciamo che è proprio difficile parlare di idrogeno».

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