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Inchiesta federale sull’Olbia Calcio, Ninni Corda si difende: «Sono fake news»

Inchiesta federale sull’Olbia Calcio, Ninni Corda si difende: «Sono fake news»

Il consulente del fondo SwissPro, che detiene la maggioranza della società sportiva, è finito nel mirino della procura Figc

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Olbia Nella sua carriera calcistica (da allenatore e da dirigente) qualche turbolenza c’è stata. Ninni Corda, 50 anni, consulente del fondo SwissPro, che detiene il pacchetto di maggioranza delle quote dell’Olbia calcio, non è un tesserato del club ma un collaboratore esterno. È finito nuovamente del mirino della Procura federale della Figc, perchè in un esposto viene fatto il suo nome su alcuni episodi poco edificanti che si sarebbero verificati nello spogliatoio e sul campo, durante gli allenamenti della squadra gallurese. «Sono fake news - dice subito il dirigente -. Vengo tirato in ballo in questa pagliacciata che si sgonfierà. A me e nemmeno alla società è arrivato niente, quindi stiamo parlando di cose astratte. Comunque ho già provveduto a dare mandato al mio avvocato per difendermi nelle sedi opportune».

Corda casca dalle nuvole ma precisa: «Razzismo? Scommesse? Per favore, io non sono a conoscenza di episodi di questo tipo e mi risulta che nello spogliatoio ci sia grande armonia». Incalzato sui rapporti con Marco Amelia (in molti sono convinti che l’esposto alla Procura lo abbia inviato l’ex allenatore dell’Olbia), allenatore esonerato poco più di una settimana fa, risponde così: «È stato deciso di cambiare la guida tecnica perché la squadra, che secondo me è forte, ha conquistato un solo punto in quattro partite». Tra lui e Amelia, ci sarebbe stato più di uno scontro verbale. Corda smentisce: «Normali discussioni di calcio. Nient’altro». Il dirigente ulteriormente incalzato aggiunge: «La sensazione è che ci sia una manina che sta orchestrando tutto. Se la Procura riterrà opportuno chiamarmi, mi metterò a disposizione senza problemi».

Alla domanda di spiegare meglio il concetto, Corda evita di aggiungere altri particolari, seguendo la linea imposta dalla società, pronta a collaborare con la giustizia sportiva al momento opportuno. «Sono stanco di dovermi difendere da accuse infondate - dice Corda - e siccome sono stato coinvolto, mio malgrado, in altre vicende, la mia immagine viene screditata. Sono io la persona danneggiata perché agli occhi della gente che segue il calcio passo per uno poco pulito. Questa è una cosa che mi fa molto male e mi imbarazza». Non è la prima volta che Ninni Corda si trova nei guai. Un anno fa è stato licenziato dall’Alessandria dopo accuse di usura (licenziamento poi ritenuto illegittimo), ed ha scontato un anno e tre mesi di squalifica per combine, stop “lieve” perchè le partite in sede di giudizio, non sono state ritenute alterate. La cosa certa è che l’inchiesta è stata aperta. La Procura federale vuole vederci chiaro su una storia che potrebbe arricchirsi di nuovi capitoli. (r.m.)

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