La Nuova Sardegna

La curiosità

Voleva rapire Gianfranco Zola, ora la storia di Fabrizio Maiello diventa un film

di Paolo Camedda

	Gianfranco Zola con Fabrizio Maiello 
Gianfranco Zola con Fabrizio Maiello 

Ex talento calcistico passato alla malavita, al centro del docufilm “Senza volto”: la presentazione in anteprima mondiale a Milano

4 MINUTI DI LETTURA





Cabras La storia della vita turbolenta di Fabrizio Maiello, ex talento calcistico passato alla malavita dopo un grave infortunio che nel 1994 aveva progettato di rapire Gianfranco Zola, è diventata un docufilm. “Faceless”, in italiano “Senza Volto”, del regista Luca Guardabascio, sarà presentato e proiettato in anteprima mondiale al concorso “Sport Movies & Tv - World Championship Final” venerdì 8 novembre, all’Auditorium Testori di Milano.

La pellicola è candidata a miglior docufilm sportivo dell’anno ed è stata scelta dalla giuria fra oltre un migliaio di produzioni cinematografiche sportive e successivamente inserita fra le 105 finaliste. Fra le figure che hanno dato un grande contributo c’è Moreno Buccianti, oggi Ct della Nazionale italiana sacerdoti e della Nazionale italiana suore. Fortemente impegnato nel sociale, Buccianti ha un passato da centravanti dal gol facile: a 14 anni avrebbe potuto entrare a far parte del settore giovanile del Milan, ma per decisione dei suoi genitori dovette invece imparare un lavoro.

«Con Fabrizio ci siamo conosciuti il 2 settembre 2023 a Follonica durante un evento che avevo organizzato, il footgolf sulla spiaggia – racconta il Ct –. Una nostra amica in comune mi ha raccontato la sua storia e mi ha detto che sarebbe stato bello incontrarlo per diffondere il suo messaggio. Ho preso un po’ di informazioni e poi ci siamo sentiti telefonicamente e ho deciso di invitarlo a questa manifestazione. Da lì io e Fabrizio non ci siamo più lasciati». Spiega Buccianti: «Mi sono preso in carico la sua immagine e la sua persona, perché dopo l’uscita del libro era in programma la realizzazione di un docufilm sulla sua vita. Così abbiamo cercato di lavorare per promuovere e presentare questa storia in un Festival importante, d’accordo con il regista Guardabascio.

L’occasione giusta è stata il Festival internazionale dei docufilm sportivi a Milano, organizzato dal professor Franco Ascani, presidente della Ficts - Fédération Internationale Cinema Television Sportifs, e membro onorario del Cio, che ha fortemente voluto il docufilm al concorso». Rispetto al montato originale, la lunghezza è stata ridotta a 60 minuti e prima della sua uscita è stato prodotto un trailer: «Il giorno dopo la presentazione del docufilm – dice ancora Buccianti –, visto il suo inserimento fra i finalisti, riceveremo anche un riconoscimento, che premia il lavoro di squadra. Oltre al regista sono state diverse le persone che in questi quattro anni hanno dato il loro contributo. Speriamo che la platea sia piena. Sicuramente porteremo gran parte della Nazionale sacerdoti, gli saremo vicini». Nella parte conclusiva della pellicola c'è anche Gianfranco Zola. Il campione di Oliena che Maiello, insieme ad altri criminali, aveva pensato di rapire nel 1994, ha infatti autorizzato gli autori a inserire il girato relativo al suo incontro in Sardegna con Fabrizio, avvenuto il 14 gennaio di quest’anno. «La sua presenza è un po’ la ciliegina sulla torta, corona quello che era il sogno di Fabrizio», spiega Buccianti.

Zola è stato invitato anche alla proiezione insieme all’amico Gianfranco Moro, ma la sua presenza non è sicura. «Ci risentiremo con lui nei prossimi giorni – fa sapere il Ct dei sacerdoti –, ci aveva anticipato che in quel periodo avrebbe potuto avere impegni in Giappone. Speriamo che riesca a liberarsi, ma qualora non ce la facesse, ci manderà un videomessaggio che sarà proiettato in sala prima dell’inizio del docufilm». Maiello non vede l’ora: «Per me il docufilm rappresenta una grandissima possibilità di far arrivare la mia storia a più persone, ai ragazzi delle scuole d’Italia. Incontro ogni giorno tante scolaresche, ma il film permette di raggiungere tanti più giovani. Inoltre ci consente di dare un volto alle persone reali che fanno parte delle mia storia e di cui io parlo sempre, soprattutto quelle che mi hanno aiutato. La presenza di Gianfranco, che ringrazio tantissimo, è la ciliegina. Spero però che ci sia l'8 novembre. In ogni caso ci vedremo presto perché a febbraio verremo di nuovo in Sardegna».

In futuro la storia di Maiello potrebbe approdare in tv: «Il prossimo obiettivo – rivela Buccianti – è trovare qualcuno disposto a realizzare una produzione televisiva».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Amministrative

Elezioni comunali, al via lo spoglio: i risultati in tempo reale nei Comuni al voto – La diretta

Le nostre iniziative