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Le classifiche

Burocrazia da incubo, la pubblica amministrazione dell’isola a passo di gambero

Burocrazia da incubo, la pubblica amministrazione dell’isola a passo di gambero

L’analisi della Cgia sull’Institutional quality index (Iqi) che mette in fila le prestazioni della macchina pubblica: in dieci anni in Sardegna non solo non è progredita ma è tornata indietro

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Sassari Carte, timbri, moduli da compilare e attese agli sportelli, richieste di documenti già in possesso degli uffici: sono tutte situazioni vissute dagli imprenditori come dei veri e propri incubi. Per tanti cittadini, invece, quando ci si deve interfacciare con la macchina pubblica spesso si scivola in un profondo stato di angoscia. È la burocrazia, bellezza. Che ogni giorno, col suo passo di gambero, fa saltare i nervi i sardi. Sì, perché la pubblica amministrazione dell’isola è tra le peggiori d’Italia: in dieci anni, nonostante le opportunità offerte dalla digitalizzazione, è riuscita a perdere efficienza.

L’ufficio studi della Cgia ha messo in fila una classifica stilata in base all’Institutional Quality Index (IQI), che è un indice che misura la qualità delle istituzioni pubbliche presenti in tutte le realtà territoriali italiane.

La rilevazione viene effettuata su base provinciale, e i primi dati furono raccolti nel 2009. Nei giorni scorsi, l’indice è stato aggiornato con i dati consolidati relativi al 2019. Quello che emerge per l’isola è un complessivo peggioramento per tutte le province. La prima in Sardegna per efficienza è Oristano, che si colloca al 69esimo posto perdendo due posizioni in dieci anni. A seguire il tracollo di Cagliari: 77esima piazza e 12 posizioni perse; Sassari 79esima e 2 posizioni sotto; Nuoro sprofonda di 12 posizioni finendo all’87esimo posto: il dato peggiore dell’isola.

L’avvento della digitalizzazione, purtroppo, non ha prodotto miglioramenti nella pubblica amministrazione sarda. Ma è anche vero che c’è chi sta anche peggio. La realtà territoriale più virtuosa d’Italia è Trento, con indice IQI 2019 pari a 1; rispetto a 10 anni prima la provincia trentina ha recuperato 2 posizioni a livello nazionale. Seguono al secondo posto Trieste e al terzo Treviso. Appena fuori dal podio scorgiamo Gorizia, Firenze, Venezia, Pordenone, Mantova, Vicenza e Parma. Insomma, nei primi 10 posti, ben 8 province appartengono alla macro area del Nordest. In coda, infine, notiamo Catania, Trapani, Caltanissetta, Crotone e Vibo Valentia che occupa l’ultima posizione.

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