La Nuova Sardegna

Il caso

I nuraghi sembrano trulli e i Giganti di mont’e Prama statue indonesiane, invasione di foto fake sui social

di Federico Spano
I nuraghi sembrano trulli e i Giganti di mont’e Prama statue indonesiane, invasione di foto fake sui social

L’uso dell’Ai per generare immagini sta inondando il web di contenuti falsi

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Sassari Diverse pagine social di pseudo informazione, ma anche portali turistici, nelle ultime settimane, stanno diffondendo centinaia di immagini fake a corredo di contenuti generati interamente dall’Ai. I Giganti di mont’e Prama appaiono come statue indonesiane, i nuraghi sembrano una via di mezzo tra i trulli ed edifici maya, i cavalieri della Sartiglia indossano costumi improbabili e Oristano sembra una città medievale del centro Italia. Oppure, come scritto nei giorni scorsi su queste pagine, la torre della Pelosa diventa un cubo.

A denunciare su Instagram una tendenza che renderà sempre più difficile, per chi non è mai stato nell’isola, capire come sia veramente fatta la Sardegna, è Federico Pisanu @pisuch, con un post-denuncia: «È da un po’ di tempo ormai che blog, pagine Facebook, Instagram, tour operator e agenzie immobiliari utilizzano immagini e testi completamente generate con AI per parlare e “mostrare” la Sardegna (e non solo): questo chiaramente per evitare di pagare creator, fotografi, videomaker e persino librerie stock – si legge nel post di Federico Pisanu -. Nuraghi che diventano castelli dalle forme improbabili, spiagge irriconoscibili, torri che cambiano forma, archeologia sarda che diventa simil-Maya, egiziana. Quali sono i rischi? Il principale è quello di perdere la nostra identità. Permettiamo a persone che non conoscono e che non hanno mai neanche visto il nostro territorio di raccontarlo, mostrarne una versione “fake”, persino guadagnarci sopra, senza fare nulla. Noi tutti, Regione, pubbliche amministrazioni (davvero permettete che si faccia pubblicità ingannevole dei vostri territori?), professionisti di settore, cittadini, dobbiamo agire: segnaliamo, denunciamo, smettiamola di essere così ingenui da sottovalutare la portata di questo problema. Perché a breve sarà questo che resterà di noi, un’immagine fasulla, come sui pacchetti delle merendine. Con la differenza che la Sardegna non ha bisogno di essere contraffatta per convincere le persone della propria bellezza».

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