«Ma quale ponte sullo Stretto, i soldi andranno a Genova»
Dal ministero: presto le risorse per gli interventi sulla rete idrica dell’isola
Sassari La replica è arrivata dal diretto interessato. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha rispedito al mittente le preoccupazioni degli amministratori regionali di tutta Italia che avevano denunciato la distrazione dei fondi stanziati per le manutenzioni della strade provinciali dirottati nel “pacchetto” di finanziamenti destinati al ponte sullo Stretto di Messina. «Il ponte? Non c’entra un fico secco. Bisognerebbe sapere quello di cui si parla», ha detto Salvini, impegnato a placare il ciclone politico scatenato dai tagli del 70 per cento dei fondi destinati alla manutenzione stradale. Perché, anche se non a favore del ponte sullo Stretto di Messina, il “taglio” è stato comunque confermato: «Faremo il possibile per recuperare, c'è una manovra di bilancio in autunno – ha anticipato Salvini – peraltro una parte di quei soldi verrà destinata a Genova, alla costruzione del Terzo Valico». Il ministro si riferisce alla linea ferroviaria tra Genova e Tortona, che in Liguria conoscono come “terzo valico dei Giovi”. Si tratta di una linea che collegherà la Liguria alla Pianura Padana. Salvini, poi, si è concentrato sulla quantificazione delle risorse destinate allo snodo ferroviario e sulle accuse piovute dalla Liguria: «Saranno meno? No. Una parte di quei tagli servono per gli incrementi dei costi del Terzo Valico, che è a Genova, quindi è curioso che si lamenti la sinistra genovese quando una parte dei soldi di altre città arriva in Liguria». Le polemiche non sono arrivate solo da Genova, ma Salvini non ha ampliato l’orizzonte delle repliche: «È chiaro – conclude Salvini parlando dei ritardi del Terzo Valico – che quando scavi e trovi il gas, o ti fermi, o fermi le ferrovie tra Milano e Genova, ci metti dei soldi».
La ricostruzione del ministro non ha convinto tutti: «La pezza di Salvini è peggiore del buco perché riesce addirittura a mentire due volte. Dice di aver tagliato i fondi per la manutenzione stradale per coprire gli extra-costi del Terzo Valico di Genova e non per il Ponte sullo Stretto ma sono le carte a smentirlo – dice Ubaldo Pagano, Capogruppo del Pd in Commissione Bilancio a Montecitorio –. Il primo taglio fatto nell'ultima manovra, 20 milioni sul 2025, 15 sul 2026 e 275 milioni tolti sul 2029, così come l'emendamento dell'Onorevole Molinari che toglie altri 1,1 miliardi a decorrere dal 2030 sono fatti per destinare quelle risorse al ponte. Solo nel secondo taglio, nel Milleproroghe 2025, con cui hanno ridotto lo stanziamento di ben 175 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, compare la giustificazione del Terzo Valico». Salvini è stato categorico, ma il suo intervento non ha fermato le polemiche. E per l’isola, il cambio di rotta dei fondi destinati alle manutenzioni delle strade per la costruzione di una ferrovia o per un ponte, non cambia la sostanza. Forse è anche per questo che dal ministero delle Infrastrutture, ieri, è filtrata un’indiscrezione destinata all’isola: il ministero sarebbe al lavoro per un aggiornamento del piano idrico nazionale in cui ci sarebbe una grande attenzione per la Sardegna.
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