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Economia

Parte il bonus anziani: 850 euro al mese, ecco da quando

Parte il bonus anziani: 850 euro al mese, ecco da quando

La misura del Governo Meloni, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è pienamente operativa

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ROMA Dopo mesi di attesa, parte da giugno il pagamento del nuovo contributo Inps da 850 euro al mese destinato agli anziani ultraottantenni con gravi condizioni di salute e redditi molto bassi. Il sostegno, denominato Prestazione universale, integra l’indennità di accompagnamento e potrà essere utilizzato per coprire i costi di assistenza e cura, come colf e badanti. Il pagamento sarà retroattivo da gennaio 2025 per chi ha già presentato domanda a partire dal 2 gennaio. Le somme arriveranno in maniera scaglionata tra giugno, luglio e, in alcuni casi, agosto. Il bonus è un’integrazione all’attuale indennità di accompagnamento da 531,76 euro. Con il nuovo contributo, il totale mensile a disposizione potrà arrivare a circa 1.381 euro, ma i due importi continueranno a essere erogati separatamente. Il contributo assorbe eventuali altri aiuti regionali o pubblici per l’assistenza. I requisiti per ottenerlo sono molto stringenti. Bisogna: avere almeno 80 anni, percepire (o avere diritto a) l’indennità di accompagnamento, avere un Isee sociosanitario inferiore a 6.000 euro, trovarsi in una condizione di “bisogno assistenziale gravissimo”. Quest’ultima condizione include, tra gli altri, soggetti affetti da demenza profonda, persone in coma, pazienti con autorespiratori 24 ore su 24, gravi lesioni spinali e invalidità totale, secondo le classificazioni del decreto ministeriale del 26 settembre 2016. Per presentare la domanda è necessario accedere al sito dell’Inps e inviare tutto esclusivamente per via telematica. La misura è sperimentale e valida fino alla fine del 2026. Sono stati stanziati 500 milioni di euro in due anni, ma se le richieste dovessero superare le 25mila, il contributo potrebbe essere ridotto. Al momento, però, le domande risultano contenute. Oltre alla documentazione sanitaria, chi richiede il contributo dovrà compilare un questionario di autodichiarazione con informazioni sulla composizione familiare, altri eventuali disabili nel nucleo e l’eventuale assistenza già ricevuta da enti pubblici. L’Inps effettuerà verifiche a campione e, in caso di false dichiarazioni o utilizzo improprio del sostegno, si potrà essere chiamati a restituire gli importi ricevuti. Con la pubblicazione del decreto attuativo sulla Gazzetta Ufficiale e l’avvio delle verifiche sanitarie, la misura è ora pienamente operativa.

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