La Nuova Sardegna

L’evento dell’estate

Olbia non molla il suo Red Valley: «Pronti a programmare il 2026»

di Paolo Ardovino
Olbia non molla il suo Red Valley: «Pronti a programmare il 2026»

Ipotesi di trasferimento, il sindaco Nizzi non ci sta: «Resterà qui». Zedda: «A Cagliari? No, niente di concreto»

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Olbia Non si molla niente. Il Red valley festival è appena terminato. Spenta la musica, si è fatta sentire la voce, insistente, di un cambio di location per il 2026. La mega rassegna trasloca a Cagliari: questa l’ipotesi che alcuni beninformati nel settore dell’organizzazione di eventi in Sardegna hanno spinto col maestrale verso le orecchie degli olbiesi. La città della Gallura ospita il festival da quattro anni, ed è stato exploit totale rispetto ai primi sei anni passati in Ogliastra. Il Red Valley, nel nome, faceva riferimento alle rocce rosse di Arbatax. Dal 2022 al 2025 sono stati staccati 350mila biglietti. E l’idea di trasferire tutto il caravanserraglio da Olbia a Cagliari viene rispedita al mittente. Prima ci ha pensato l’organizzatore, Luca Usai di Magma events: «La volontà è di rimanere dove siamo». Oggi si sbottona anche il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi: «Red Valley? Certo che resta, siamo felici di ospitarlo ancora». Dal capoluogo Massimo Zedda sembra rassicurare, non c’è nessuna volontà di scippare il parcogiochi dei concerti: «No, non c’è niente di concreto».

La manifestazione La politica dei grandi eventi sembra la chiave di volta degli ultimissimi anni, nell’isola. Prima le città abituate a ospitare i concerti, appunto Olbia, Alghero, Cagliari, poi a ruota gli altri centri: il turismo dei giovani – e sempre più giovanissimi – che si spostano per inseguire la musica funziona. E funziona il consenso che genera. Il Red Valley, andato in scena dal 13 al 16 agosto a Olbia, esce da un altro successo.

Ridimensionato rispetto agli altri anni, i sold out con 25mila persone per serata questa volta non ci sono stati. L’arena in zona industriale comunque ha ospitato decine di migliaia di fan. Confermando il festival come il più importante sulla scena italiana. Sul palco c’erano big nostrani come Fedez, Salmo, Lazza, Sfera Ebbasta, Anna, Gaia, Guè e Max Pezzali, e star internazionali come Steve Aoki, Morad, Tommy Cash e Alan Walker.

I commenti A caldo, tutti si sentono di confermare il futuro a Olbia. Luca Usai 48 ore fa diceva: «La volontà è rimanere. Bisogna continuare ad amare questo progetto». Oggi dice che si metterà al lavoro con il Comune per confermare la prossima edizione. Dal suo ufficio, Nizzi dà qualche consiglio sul format: «Io sono più in là con gli anni e ho gusti diversi, ma sono contento che ci sia uno spettacolo per giovani e giovanissimi. Inserirei due o tre nomi per attirare sia i giovani che i genitori». Per il primo cittadino, squadra che vince non si cambia e i benefici sono grandi: «Vogliamo continuare a lavorare con chi riesce a portare a casa questi risultati». L’accordo per la gestione dello spazio degli eventi scadrà a dicembre e bisognerà rinnovarlo, per un altro anno, con il consorzio industriale Cipnes, «l’Olbia arena resta la cornice ideale». Trecento chilometri a sud, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda sull’ipotesi di accogliere il Red Valley glissa: «Niente di concreto. Anche perché per eventi così grandi bisognerebbe ripensare la Fiera», gestita dalla Camera di commercio, su un’area della Regione. Discorsi ampi. Per ora, la musica rimane a Olbia.

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