Laureata, anni a Google, parla quattro lingue: torna in Sardegna ma nessuno la assume
Giorgia Cossu, sassarese, è rientrata nell’isola dalla Grecia: «Amo la mia terra, ma da febbraio a oggi solo proposte di contratti stagionali»
Sassari Ha messo in valigia una laurea, sette anni di vita ad Atene, una lunga esperienza a Google come responsabile marketing del mercato italiano. E il grande sogno, da figlia di Sardegna, di riabbracciare la sua terra. Non una fuga dall’estero, un rientro d’amore. Ma il ritorno a casa di Giorgia Cossu, 30 anni, sassarese, non è stato quello che aveva immaginato. Da febbraio, da quando ha salutato la Grecia, Giorgia ha trovato porte chiuse, offerte di lavoro solo stagionali, promesse rimaste sospese. Nessuna terra fertile per far attecchire il seme del ritorno. Al suo fianco il compagno greco di 33 anni, operaio specializzato in impermeabilizzazioni. Anche per lui nessuna garanzia di lavoro stabile.
Settembre decisivo «Per noi settembre sarà un mese decisivo: siamo ancora alla ricerca di un lavoro stabile e se non lo dovessimo trovare entro fine mese, saremo costretti a lasciare la Sardegna. Con mio immenso dispiacere e tristezza. Purtroppo l’isola che tanto amo, la mia terra, sembra non avere posto per noi giovani». Nessuna pretesa irrealistica da parte di Giorgia, posti pagati a peso d’oro o posizioni di vertici aziendali. Solo un’occupazione dignitosa, stabile, in linea con l’esperienza che ho acquisito in tanti anni all’estero».
Sardegna terra del cuore La giovane spiega come è maturata la sua decisione. «Sono legata alla mia terra, è normale che dopo tanti anni all’estero uno voglia riavvicinarsi alla famiglia, agli amici – racconta –. Atene è una città bellissima ma anche molto stressante, caotica, immensa con i suoi 5 milioni di abitanti. Ma poi chi non vorrebbe vivere in Sardegna? La qualità della vita che c’è qui non esiste in nessun’altra parte del mondo».
Curriculum stellato Giorgia ha un curriculum stellato. Laurea triennale in Scienze del turismo, magistrale in Economia aziendale. Nel frattempo esperienze Erasmus che la portano in Grecia, Romania, Spagna. Google la assume ad Atene come responsabile del mercato italiano nel settore marketing. Parla inglese, spagnolo, greco e studia il tedesco. «Esperienza fantastica con Google ma a un certo punto mi sono accorta che dovevo cambiare – spiega –. Non stavo più bene. Ho quindi lasciato e ho trovato lavoro a tempo indeterminato con un grosso tour operator svedese con sede, tra l’altro ad Atene. Mi hanno dato la possibilità di lavorare in remoto questi mesi». Un’ancora preziosa, perché da febbraio a oggi Giorgia non è riuscita a trovare un lavoro in Sardegna.
Ricerca infinita «Eppure ho fatto di tutto – sottolinea –. Cosa ho cercato? Un impiego in amministrazione in qualche azienda. Ho risposto a tutti gli annunci su Linkedin, Indeed, Aspal, ho inviato candidature spontanee ovunque in provincia di Sassari. La maggior parte non ha risposto. Ho fatto dei colloqui negli aeroporti. Mi hanno proposto un contratto di 1200 euro, 6 giorni su 7, in lounge. Stessa offerta economica stagionale, in alcuni hotel come receptionist. Nessuno mi fraintenda. Non penso di essere chissà chi e non voglio essere ricoperta di soldi senza fare nulla. Vorrei però utilizzare le competenze maturate in tanti anni all’estero ed essere retribuita in modo equo». Non è andata meglio al compagno di Giorgia, greco. «Operaio specializzato con 12 anni di esperienza in impermeabilizzazioni – spiega –. Da anni leggiamo che il settore edilizio ha bisogno di operai specializzati e invece? È stato assunto da un’impresa senza sapere nemmeno lo stipendio, con garanzia di rinnovo dopo un mese. Che non c’è stato. Un’azienda di refrigerazione lo ha tenuto in standby per due mesi assicurandogli l’assunzione che non c’è stata». Giorgia e il compagno si sono imposti fine settembre come deadline. «Continueremo a provarci fino all’ultimo – conclude –. Vorremmo vivere in Sardegna. La mia isola si spopola, i giovani vanno via ma quando tornano incontrano tante difficoltà. Sono amareggiata, frustrata ma farò di tutto per non dover di nuovo lasciare la mia terra».