Chi era Piergiorgio Caria, l’uomo assassinato con 15 coltellate
La rabbia della sorella: «Mai nessuna risposta, non è giusto»
Iglesias «Nel frattempo che Gio è in una bara, chi lo ha ucciso è tranquillo, indisturbato e per i fatti suoi e questa è una vergogna, perché sono passati oltre 10 anni e nessuno ci ha saputo dare delle risposte». Oggi come ieri, la sorella di Piergiorgio Caria, non riesce a capacitarsi del fatto che l’assassino del fratello, ucciso il 24 marzo del 2015, nella sua casa di Funtana Marzu a Iglesias, sia ancora a piede libero. Barbara Caria è convinta che le indagini non abbiano portato a nulla perché «mio fratello non era nessuno, non era importante», sostiene la sorella di Piergiorgio. Un sentimento condiviso dalla famiglia composta da dodici persone tra fratelli e sorelle. Gio, come lo chiamavano a casa, era il nono figlio di una donna che ha lottato fino all’ultimo per conoscere la verità anche rivolgendosi alle telecamere della trasmissione “Chi l’ha visto”. Era il 2017 quando Giovanna Dessì chiedeva giustizia ai microfoni dei giornalisti di Raitre: «Non è giusto che rimanga impunito il colpevole – ripeteva in lacrime – è impossibile che non si sia ancora trovato dopo due anni». Uno strazio che si è concluso nel peggiore dei modi: «Mamma è morta con il pensiero di non sapere chi avesse ucciso Gio», racconta amareggiata la figlia Barbara che ha perso le speranze di conoscere il nome di chi le ha portato via il fratello 42enne, uccidendolo con 15 coltellate. «Credo che ormai non interessi a nessuno – dice rassegnata la sorella della vittima – visto che sono passati ormai più di 10 anni e non si è saputo più niente».
Chi era Piergiorgio Caria e i moventi
Quindici fendenti, uno al petto, gli altri alle spalle. Era morto così Piergiorgio Caria, 42 anni, trovato morto nella sua abitazione in località Funtana Marzu. L’uomo Caria era disoccupato. Le condizioni dell’abitazione portarono ad escludere la rapina, né sono stati riscontrati elementi che potessero ricondurre l’omicidio al mondo della droga. Caria, che aveva undici fratelli, viveva da solo e di solito andava a pranzo dalla sorella, cosa che aveva fatto anche il giorno prima dell’omicidio, l’ultima volta che è stato visto vivo dai familiari.
Il movente poteva essere economico: dopo essere stato investito nel 2012 e aver perso un occhio e la funzionalità di un braccio, ottenne i soldi dell’assicurazione (circa 500mila euro) e una pensione di invalidità. Comprò il terreno a Funtana Marzu e costruì la casa dove fu poi ucciso. Non ci furono prove contro i sospettati e ancora oggi si continua a scavare e cercare nella speranza che le tracce ematiche ritrovate sul luogo del delitto prima o poi possano portare il responsabile in carcere: l’ultimo confronto, senza esito positivo, è avvenuto il mese scorso. Per la morte di Caria, due anni dopo, vennero indicati quattro sospettati per omicidio volontario fra cui Andrea Cuccu, all’epoca 47enne, e Marco Congia, 40enne, poi morto, di Iglesias. Ma la pista si arenò.
(ilenia mura)
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