Svolta nell’omicidio Caria, un Dna potrebbe portare all’assassino
Il 42enne venne brutalmente ucciso nella sua abitazione con 15 fendenti
Iglesias L’ultimo Dna ritrovato sul giubbotto del presunto omicida è stato comparato qualche settimana fa: i delitti insoluti del 2025 accendono i riflettori anche sui cold case sardi. I fascicoli ancora aperti nelle procure dell’isola non riguardano solo gli omicidi commessi nell’ultimo anno come quelli di Marco Mameli, 22 anni, di Ilbono, Luigi Contena, 32 anni, di Orune, Marco Pusceddu, 51 anni di Portoscuso. Dieci anni fa, era il 24 marzo del 2015, Piergiorgio Caria, 42 anni di Iglesias, venne brutalmente ucciso con almeno 15 fendenti. Uno al petto, gli altri alle spalle. Fu ritrovato senza vita poche ore dopo, riverso in una pozza di sangue, dalla sorella Paola nella sua casa di campagna in località Funtana Marzu. Il movente poteva essere economico: dopo essere stato investito nel 2012 e aver perso un occhio e la funzionalità di un braccio, ottenne i soldi dell’assicurazione (circa 500mila euro) e una pensione di invalidità. Comprò il terreno a Funtana Marzu e costruì la casa dove fu poi ucciso. Non ci furono prove contro i sospettati e ancora oggi si continua a scavare e cercare nella speranza che le tracce ematiche ritrovate sul luogo del delitto prima o poi possano portare il responsabile in carcere: l’ultimo confronto, senza esito positivo, è avvenuto il mese scorso. Per la morte di Caria, due anni dopo, vennero indicati quattro sospettati per omicidio volontario fra cui Andrea Cuccu, all’epoca 47enne, e Marco Congia, 40enne, poi morto, di Iglesias. L’omicidio lasciò attonita un’intera comunità e negli anni successivi spinse la numerosa famiglia, dodici figli, a rivolgere ripetuti appelli – andati in onda anche durante la trasmissione “Chi l’ha visto” – perché venisse svelata l’identità dell’assassino. Un nome che a distanza di dieci anni non è ancora saltato fuori nonostante gli investigatori abbiano in mano il Dna di “ignoto uno” comparato, già decine di volte ma senza risultati. Le indagini All’epoca l’inchiesta si concentrò su un telefonino e un giubbotto dove furono trovate chiazze di sangue della vittima e del suo presunto killer. La mattina successiva al crimine il cellulare della vittima era nelle mani di Cuccu, che disse agli inquirenti di averlo ricevuto da Congia. Ma ogni riscontro effettuato non condusse a prove certe e la pista si arenò. Si cerca ancora, numerosi i sospettati, tante le comparazioni fatte con il Dna. L’ultima il mese scorso. Dal punto di vista dei risultati, tuttavia, non ci sono state novità significative. Cold case Anche se le indagini della Procura di Cagliari guidate dal sostituto procuratore Danilo Tronci sono formalmente chiuse, inevitabilmente si procede seguendo il lavoro affidato alla Squadra Mobile di Cagliari diretta nel 2015 da Luca Armeni, ma che aveva come vice l’attuale dirigente Davide Carboni. Dieci anni fa come oggi al lavoro ci sono anche gli uomini del Commissariato di Iglesias. Un anno dopo il delitto era stato lo stesso Luca Armeni a dichiarare che questo caso non sarebbe rimasto impunito: «Stiamo lavorando senza sosta per incriminare l'assassino». La famiglia spera ancora. Sulla scena del crimine, quel giorno, erano arrivati anche i carabinieri del Ris (reparto investigazioni scientifiche), la polizia scientifica e gli esperti dell’Università di Cagliari per comparare su larga scala il Dna trovato durante le indagini. I primi iscritti nel registro degli indagati, a due anni dell’omicidio, erano stati quattro conoscenti della vittima, tutti di Iglesias con età comprese tra i 30 e i 50 anni. Fra queste persone qualcuno aveva precedenti penali e vari guai legati al mondo della tossicodipendenza. Le indagini si mostrarono complicate fin dall’inizio. E ancora vanno avanti nel silenzio, nella speranza di incastrare l’uomo che quel giorno si trovava a casa con Piergiorgio Caria e che lo ha ucciso forse al culmine di una lite scaturita per una probabile richiesta di denaro, preteso ma non ricevuto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=79a7db5)