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La denuncia

Caro libri: «Ogni anno è sempre più dura, zero aiuti alle famiglie con redditi medi»

Caro libri: «Ogni anno è sempre più dura, zero aiuti alle famiglie con redditi medi»

Le difficoltà di una famiglia con due ragazzi in età scolastica dal racconto di una madre di Nuoro

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Sassari «Con due figli a scuola, l’inizio d’anno costa cifre sempre più alte e difficili da sostenere anche per famiglie con un reddito normale. E quello che riesco a risparmiare, tra usato e acquisti online, lo pago in tempo ed energie utilizzate per cercare le soluzioni più convenienti». Stefania, madre di Nuoro con tre figli – uno all’università, una in prima media e un altro in quarta superiore – racconta cosa significa affrontare il ritorno sui banchi di scuola.

«Passo giorni a cercare libri usati, a rivendere quelli dell’anno precedente, a vedere se riesco a racimolare qualcosa da utilizzare per quelli del nuovo anno scolastico. Se li trovo da altri genitori risparmio davvero: un volume da 30 euro lo pago anche la metà. Online si risparmia meno e ci sono però da aggiungere le spese di spedizione. Alla fine, piuttosto che utilizzare le vendite su web a volte preferisco la libreria della città: pago un po’ di più ma so che sostengo un’attività locale».

Il calcolo non è solo economico. «Per i quaderni, ad esempio, vado nelle cartolerie di quartiere. Mi costano di più rispetto al supermercato, ma c’è competenza e sostegno all’economia locale. Certo, se dovessi fare solo i conti della mia tasca andrei altrove, ma cerco un equilibrio».

C’è poi la questione dell’Isee. «Per chi ha redditi molto bassi ci sono aiuti: libri in comodato d’uso gratuito, graduatorie, contributi e detrazioni. Ma una famiglia cosiddetta normale, con un reddito ordinario, non ha nessun beneficio. Non siamo ricchi, ma dobbiamo comunque sostenere spese altissime. È la fascia media a restare scoperta».

Le spese non riguardano solo libri, quaderni e altro materiale di cancelleria. «Mio figlio al liceo scientifico ha dovuto comprare una calcolatrice scientifica speciale: 150 euro. Non sono richieste marginali. E se aggiungi il computer, che oggi è indispensabile, capisci che il conto cresce ancora».

Il nodo principale, secondo Stefania, sta nel mercato editoriale: «Ogni anno cambiano le edizioni anche solo per un’impaginazione diversa. Questo impedisce di riutilizzare i libri da un figlio all’altro. È un sistema che obbliga a comprare il nuovo e favorisce gli editori. Non tutti vanno sull’usato, ma almeno si dovrebbe evitare che un testo praticamente identico venga sostituito».

Il governo ha annunciato una detrazione del 19%. «Ben venga – osserva – ma resta un provvedimento limitato, specie se limitato a soglie di Isee molto basse. Se ci fosse stata una detrazione anche per redditi più alti, avrei risparmiato tempo invece di inseguire ogni libro di seconda mano».

Alla fine, l’inizio dell’anno scolastico diventa un percorso a ostacoli. «Se avessi molti soldi andrei in libreria, darei l’elenco e in due giorni avrei tutto pronto. Ma per le famiglie normali non è così. Si risparmia dove si può, ma con un’etica: perché se tutti compriamo solo online, le librerie chiudono, e alla fine il costo sociale ricade sulla comunità».

Un equilibrio difficile, che ogni settembre si ripropone. «Per una famiglia media – conclude Stefania – l’inizio della scuola non è drammatico, ma è sempre molto impegnativo. Economicamente, certo, ma anche in termini di tempo, energie e scelte quotidiane». (ma. se) 

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