La Nuova Sardegna

La polemica

Israeliani nell’isola, Alessandra Todde attacca il Governo: «Noi all’oscuro»»

di Dario Budroni
Israeliani nell’isola, Alessandra Todde attacca il Governo: «Noi all’oscuro»»

La presidente interviene sul caso di Santa Teresa e ribadisce: «Noi contro lo sterminio dei palestinesi»

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Olbia Non sono sbarcati in Sardegna come turisti qualsiasi. Se alcuni cittadini israeliani (a quanto pare soldati) possono passare le loro vacanze in un resort gallurese, considerato che il contesto internazionale è tutt’altro che tranquillo, alla base di tutto non possono che esserci accordi nazionali. A sostenerlo è Alessandra Todde. La governatrice, oltre a ribadire la condanna di ciò che sta accadendo a Gaza, mette ora nel mirino il governo chiedendo spiegazioni alla premier Meloni. «Sono entrati in Italia sulla base di accordi nazionali sui quali la Regione non ha competenza. Nel merito, ho fatto e continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità». Parole che arrivano dopo quelle del ministro dell’Interno Piantedosi, che aveva invece chiarito che «non esiste alcun accordo con l’esercito israeliano riguardo alla presenza di soldati in vacanza» e che «anche quest’anno alcuni militari sono venuti da privati cittadini per trascorrere le ferie».

Le spiegazioni Todde interviene così sul caso degli israeliani – forse soldati in pausa dallo stress da combattimento a Gaza – che stanno passando le loro vacanze nel resort Mangia’s di Santa Teresa, con le forze dell’ordine italiane che sarebbero così chiamate a garantire la loro sicurezza. Una presenza silenziosa ma comunque ingombrante che ha scatenato proteste in Gallura e innescato una dura polemica a livello nazionale. La posizione di Todde è chiara: la Regione sta con la Palestina e il governo deve spiegare cosa c’è dietro alle vacanze in Gallura. La presidente ha anche sentito i vertici dell’aeroporto olbiese, dove atterrano i voli provenienti da Tel Aviv. «In qualità di presidente della Regione, mi sono attivata immediatamente per ottenere chiarimenti, interpellando anche l’ad dell’aeroporto di Olbia – spiega Todde –. Ovviamente chiederemo spiegazioni anche alla presidenza del Consiglio, perché è necessario capire se il loro arrivo sia avvenuto attraverso canali diplomatici o in altre modalità. La Regione non era stata informata di nulla e non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale riguardo alla possibile presenza di militari israeliani in Sardegna». Poi un passaggio più politico sulla situazione in Medio Oriente: «Di fronte a ciò che sta accadendo in Palestina, non è più sufficiente limitarsi a esprimere solidarietà. È necessaria una presa di posizione chiara, politica e istituzionale. Lo scorso giugno è stata presentata in consiglio regionale una mozione che chiede la condanna delle violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza e la sospensione di ogni forma di cooperazione con lo Stato di Israele, fino al pieno rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali. Inoltre, con una mozione approvata il 24 ottobre 2024, il consiglio regionale ha già riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina. La nostra vicinanza al popolo palestinese non è solo ideale, ma si è tradotta negli anni in percorsi concreti di cooperazione».

Nuova protesta Nel frattempo, per venerdì alle 10.30, gli attivisti Pro-Pal hanno organizzato un nuovo sit-in davanti all’aeroporto olbiese. Ieri, sul caso, è intervenuto anche il presidente M5s ed ex premier Giuseppe Conte. Anche lui sulla stessa linea di Todde: il governo deve chiarire se ci sia o meno un accordo diplomatico per garantire la sicurezza ai cittadini israeliani in vacanza.

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