Svolta nel giallo di Cagliari: «Lei è stata strozzata, lui soffocato»
Svolta sulla morte dei coniugi di via Ghibli, cade l’ipotesi di avvelenamento: caos in aula sulla nuova perizia
Cagliari I coniugi Luigi Gulisano, 79 anni, e Maria Dessì, 82 anni, sono stati uccisi con uso della forza. Lei strozzata con la sciarpa che aveva al collo, lui soffocato, verosimilmente con un cuscino. È la certezza che emerge dalla relazione dei super periti Rita Celli (medico legale dell’Università di Torino) e Claudio Medana (tossicologo stesso ateneo) nominati dal gip Ermengarda Ferrarese per verificare la prima perizia necroscopica eseguita dai consulenti della Procura, con cui si stabiliva per entrambi i coniugi un avvelenamento da nitriti di sodio.
Invece uccisi con la forza. Da chi, secondo le ipotesi di reato, è scritto negli atti giudiziari: in carcere da quasi nove mesi c’è il figlio minore della coppia, Claudio (44 anni), indagato per duplice omicidio. Ieri mattina nell’aula della Corte d’assise del tribunale di Cagliari si è svolto l’incidente probatorio, rigorosamente a porte chiuse, con la dottoressa Celli, ritenuta una luminare della medicina forense, che ha illustrato la relazione peritale davanti alla gip Ferrarese, all’avvocato della difesa Sanna e a quello di parte civile (l’avvocato Gianluca Aste, che tutela il figlio maggiore della coppia uccisa, Davide), al pubblico ministero Rossana Allieri e ai comandanti del Ris dei carabinieri di Cagliari. Alla esposizione della dettagliata perizia medico-legale da parte della super perita Celli, con udienza che si è protratta fin oltre le 16, hanno fatto seguito le immancabili schermaglie processuali, sollevate in questo caso dalla difesa dall’indagato. Una riserva è stata infatti presentata dall’avvocato di Claudio Gulisano alla gip Ferrarese con istanza di inammissibilità della perizia dei medici legali Celli-Medana, motivando la richiesta col fatto che la dottoressa Celli avrebbe fatto riferimento nella sua perizia alla notizia delle evidenze di ecchimosi sul dorso della mano sinistra di Luigi Gulisano rilevate nell’esame autoptico, mentre questi graffi la vittima non li aveva quando poche ore prima di essere ucciso aveva giocato a carte con amici nel circolo che frequentava abitualmente ogni mattina.
Ecchimosi che, secondo la perizia medico-legale, potrebbe essersi procurato nel tentativo di difendersi dall’assassino. Su questo elemento prodotto dal medico legale Celli, l’avvocato della difesa chiede che l’intera perizia venga ritenuta inammissibile in quanto il perito avrebbe utilizzato in essa almeno un elemento che non risultava nelle carte procedurali. Richiesta a cui si sono opposti sia il pubblico ministero Allieri che l’avvocato di parte civile Aste che ritengono invece che l’attività svolta dal medico legale Celli sia del tutto ammissibile essendo prevista dall’articolo 228 del codice di procedura civile che prevede la possibilità per il perito di svolgere attività investigativa al fine di giungere a una definizione della propria perizia. Il gip Ferrarese si è riservata di comunicare la sua decisione il 18 settembre prossimo. Da lì comincerà la fase processuale con tempi che stabilirà la Corte d’assise.
Il quadro indiziario a carico di Claudio Gulisano è ormai definito. Per il pubblico ministero, che ha coordinato le indagini dei carabinieri della Compagnia del nucleo investigativo e del Ris, e la parte civile, non sembrerebbero esistere dubbi sulle responsabilità dell’indagato. Sulla base di quanto accertato Claudio Gulisano avrebbe ucciso i genitori per motivi economici. Avrebbe avuto problemi finanziari e chiedeva ripetutamente soldi al padre. Ci sono bonifici effettuati dal corrente di Luigi Gulisano a favore del figlio il 4 dicembre, in un’ora in cui la madre era già stata uccisa.
Sarebbe stato proprio Claudio a fare la movimentazione di 20mila euro in tre diverse operazioni, forse nello spazio temporale in cui l padre non era ancora tornato nell’appartamento dell’orrore al terzo piano di via Ghibli 5. Intorno alle 10,30 l’indagato sarebbe stato nell’appartamento dei genitori – la sua presenza in via Ghibli è confermata dalle cellule telefoniche – e avrebbe ucciso la madre strozzandola con la sciarpa che la donna aveva al collo. Poi avrebbe effettuato le operazioni bancarie a suo beneficio dal conto del padre e quando il genitore è tornato a casa alle 12,30 lo avrebbe ucciso soffocandolo con un cuscino.
