I vini sardi nell’Olimpo: ecco quelli che hanno conquistato i “Tre bicchieri” fra new entry e conferme
Il valore altissimo raggiunto dall’enologia sarda conquista gli esperti e raggiunge lo stesso numero di valutazioni massime del 2025
Sassari Sono 17 i vini sardi che ottengono il massimo riconoscimento dei Tre bicchieri dalla guida del Gambero Rosso 2026. Una conferma del valore altissimo raggiunto dall’enologia sarda che mantiene lo stesso numero di valutazioni massime ottenute negli anni precedenti con alcune new entry.
Una vitalità che sarà confermata nel resto delle bottiglie segnalate dalla guida con le altre valutazioni grazie alla presenza nel panorama sardo di vitigni caratteristici come Bovale, Cagnulari, Carignano, Monica, Nuragus, Semidano anche se la
parte del leone la fanno sempre Cannonau e Vermentino di Gallura e di Sardegna.
Fra le novità ai massimi livelli ci sono i Cannonau Perdas Longas di Francesco Cadinu e il Nepente di Oliena Hospes riserva di Iolei e i Vermentini di Gallura Kramori di Saraja e di Sardegna Rafia di Santa Maria La Palma e il Nuracada Bovale 2022 di Audarya.
Nell’elenco dei premiati con Tre bicchieri ecco intanto il blend Turriga 2021 di Argiolas e il Cabernet Sauvignon Marchese di Villamarina 2021 di Sella & Mosca, bottiglie storiche dell’enologia sarda che ritornano al top per la Guida.
Questi invece i Cannonau premiati con la massima valutazione: Cannonau di Sardegna Perdas Longas di Francesco Cadinu, Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Hospes Riserva di Iolei, Cannonau di Sardegna 2023 di Antonella Corda, Cannonau di Sardegna Arbóre 2022 di Giuseppe Cabbas, Cannonau di Sardegna L’Ora grande 2023 La Contralta, Cannonau di Sardegna Perda Rubia Riserva 2022 Tenute Perda Rubia, Cannonau di Sardegna Tèrruas Riserva 2023 Su’Entu. Tra i rossi anche il Nuracada Bovale 2022 di Audarya.
Questi invece i Vermentini di Gallura docg: Vermentino di Gallura Superiore Kramori 2024 Saraja, Vermentino di Gallura Superiore Maja 2023 Siddura, Vermentino di Gallura Superiore Pitraia 2022 Tenute Gregu, Vermentino di Gallura Superiore Sciala 2024 Surrau, Vermentino di Gallura Superiore Sienda 2024 Mura.
Due i Vermentini di Sardegna: Tuvaoes 2024 di Cherchi e la novità Rafja 2023 di Santa Maria La Palma.
«Sono stati recensiti in totale 644 vini nell’isola - sottolinea Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso -. Di questi, 306 sono le recensioni inedite dell'ultimo anno. Ma siccome, come dico sempre, questa è una guida e non un concorso, noi vogliamo anche sottolineare la crescita qualitativa che non è più solo quella organolettica, ma è una qualità che passa per una grande originalità, per una unicità e per una artigianalità nel lavoro svolto dalle cantine».
«Nella totalità delle aziende recensite - aggiunge Carrus - c'è una Sardegna che sta facendo valere i propri vini con qualcosa che passa fortemente dal rispetto che c'è nelle singole varietà, siano esse autoctone o tradizionali, perché non dimentichiamo che alcune varietà cosiddette internazionali in Sardegna ci sono veramente da tanto e quindi possono essere annoverate come vitigni comunque della tradizione, per quanto non autoctone. Sottolineo poi anche il rispetto per i singoli territori quindi annovero, clima, microclima e suolo. Nella qualità dei vini della Sardegna questo si evince benissimo e secondo me è questo il vero valore che esce fuori dalla guida 2026».
«Nell’isola - conclude Carrus - siamo bravi a fare il vino, e a farlo molto bene, e che in rapporto alle altre regioni, quindi rispetto al numero produttivo, i premi assegnati qui sono molti, e quindi la Sardegna si annovera tra le prime regioni. Siamo sicuramente bravi a produrre vino, meno a comunicare il vino, a fare del marketing, e in un momento in cui la crisi globale, la crisi del vino all'interno di questa crisi, dovuta a innumerevoli fattori e non di certo solo a eventuali dazi di Trump, non può far sì che noi produciamo del vino buonissimo e poi si ferma tutto lì. Il vino va commercializzato, va comunicato, va venduto e quindi saputo vendere, e lì secondo me un po' pecchiamo, e perché pecchiamo? Perché non siamo, è l'annoso problema sardo, bravi a fare delle sinergie».
