Settembre di fuoco in Sardegna, ma senza elicotteri: stagione antincendio finita il 15 agosto
Il flop degli appalti: Super Puma a peso d’oro ma già fermi negli hangar
Sassari Un fronte di fuoco vastissimo, alimentato da vento e temperature ancora estive, ha devastato il 21 settembre le campagne del Meilogu tra Thiesi e Cheremule. Macchia mediterranea e pascoli in cenere, coltivazioni distrutte. Le squadre del Corpo Forestale, Forestas, Vigili del Fuoco barracelli e i volontari, hanno lavorato senza sosta. In cielo, solo tre elicotteri regionali provenienti da altre province e un Canadair: troppo poco per un rogo che avanzava minaccioso. Il motivo è presto detto: a metà settembre, gran parte della flotta aerea regionale non c’era più.
I “pesanti” avevano smesso di volare già dal 14 settembre, la base di Sorgono aveva chiuso il 31 agosto, quelle di San Cosimo e Marganai il 15 settembre, Tempio addirittura il 10. Per rinforzare i lanci, è stato necessario chiamare velivoli da Ciampino e Genova, con tempi di intervento inevitabilmente più lunghi. Un vuoto operativo che si traduce in danni maggiori, rischi per i cittadini e un senso di abbandono sul territorio.
Stagione del fuoco Il cambiamento climatico ha allungato la stagione degli incendi. Non è più una novità che settembre e ottobre in Sardegna siano mesi caldi e secchi, in cui il rischio resta altissimo. Eppure, la campagna antincendio continua a fermarsi a calendario, come se l’estate finisse il 15 agosto. Fino a qualche anno fa esisteva una copertura annuale, oggi inspiegabilmente eliminata. Un paradosso che lascia scoperte intere settimane cruciali.
Appalti flop e maxi costi
La Sardegna paga carissimo per mezzi che non ci sono quando servono. Alla beffa si aggiunge il danno economico. I due elicotteri Super Puma, utilizzati quest’estate, sono costati alla Regione 30 milioni di euro in tre anni: 18 milioni nel 2024, poi 6 milioni nel 2025 e 6 nel 2026. A conti fatti, 40.000 euro per ogni ora di volo: quanto uno stipendio annuale di un operaio Forestas. E pensare che sul mercato un Super Puma costa 10.000 euro l’ora, cifra già congrua e sostenibile. Il confronto con il passato è impietoso: con i vecchi appalti del Corpo Forestale, lo stesso elicottero costava 950.000 euro per 2 mesi, circa 6 volte meno. Oggi la Regione paga di più per avere di meno, perché i mezzi vengono ritirati quando la stagione è ancora in corso.
Pasticcio burocratico
Il percorso che ha portato a questa situazione è una sequenza di gare deserte, errori tecnici e “toppe” peggiori del buco. Prima un bando da 900.000 euro a macchina, poi un altro nel dicembre 2023, entrambi andati a vuoto. Quindi un bando europeo da 36 milioni per un Aircrane inesistente in Europa. Infine, una clausola aggiunta in corsa, fuori dalle regole comunitarie, che ha consentito l’ingresso di due ditte estere (una svizzera e una austriaca) fuse ad hoc per incassare l’appalto. Risultato: la Sardegna ha perso soldi e tempo, e ora si ritrova senza copertura proprio nei mesi più critici. Il fuoco divora la macchia, ma a bruciare sono soprattutto le risorse pubbliche.
Sprechi di risorse
Quello che colpisce è l’assenza di programmazione. I milioni spesi per voli a prezzi fuori mercato avrebbero potuto finanziare centinaia di nuove pattuglie a terra, o garantire la presenza di elicotteri fino a ottobre inoltrato. Invece, ci si ritrova con basi chiuse e mezzi che decollano da altre regioni. I Superpuma sono presenti solo dal 20 giugno al 14 settembre, nonostante l’appalto preveda costi 6 volte superiori rispetto al passato. Le fiamme di Thiesi, ancora una volta, sono la prova concreta di una gestione che non regge più: il clima cambia, ma la macchina regionale resta ferma a vecchi schemi. In Sardegna l’autunno non porta solo pioggia, porta anche incendi. E con i mezzi aerei già in hangar, il fuoco ha vita più facile.
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