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Il caso

La Sardegna meta dei 41bis: ipotesi di trasferimenti a Nuoro

di Francesco Zizi
La Sardegna meta dei 41bis: ipotesi di trasferimenti a Nuoro

Una parte dei 92 boss destinati al carcere di Uta potrebbe essere spostata a Badu ’e Carros

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Sassari La Sardegna rischia di diventare la capitale italiana dei detenuti al 41bis. Nella casa circondariale Ettore Scalas di Uta, alle porte di Cagliari, i lavori per il nuovo braccio dedicato al carcere duro sono ormai in fase avanzata: si parla di ultimi ritocchi ad arredi e interni, segno che l’arrivo dei boss mafiosi potrebbe essere imminente, forse entro l’anno o massimo nella prima metà del 2026. Si parla di 92 detenuti che si aggiungeranno ai 93 già presenti in Sardegna, per un totale di 185. Sarà la regione con la quota più alta d’Italia. Associazioni, sindaci e amministratori si sono già espressi negativamente sulla scelta del ministero, voce che però non sembra essere stata ascoltata.

La governatrice Alessandra Todde, in un incontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha chiesto di rivedere la scelta, ma il Guardasigilli ha preso tempo senza però invertire la rotta. E la macchina pare inarrestabile. Ma la storia non finisce qui. Negli ultimi mesi alcuni sopralluoghi avrebbero riguardato anche il carcere di Badu ’e Carros, a Nuoro, dove attualmente sono ristretti solo pochi reclusi al 41bis. L’ipotesi – che al momento resta tale – è di destinare anche a quell’istituto a una piccola parte di quei 92 detenuti in arrivo nel carcere di Uta, anche perché il carcere di Badu ’e Carros, che già ospita 6 reclusi a regine di carcere duro, è praticamente pieno.

Nulla di ufficiale, ma la sola prospettiva ha riacceso interrogativi sulla questione delle infiltrazioni mafiose in Sardegna. Il 41bis nasce infatti per spezzare i legami tra i boss e le loro organizzazioni, collocandoli in contesti lontani dalle aree d’origine. Tutto giusto, non fosse che le procure hanno già parlato di presenza radicata nel territorio di famiglie che comprano attività commerciali per riciclare denaro e stare vicino ai reclusi. Non solo. Le recenti operazioni che hanno smantellato reti internazionali di traffico di stupefacenti, hanno anche confermato che i sodali dei reclusi, hanno tentato di comprare attività commerciali tramite dei prestanome locali per far uscire il parente carcerato dandolo in affidamento.

Il procuratore generale Luigi Patronaggio ha parlato chiaramente delle carceri come luoghi di incontro e di sodalizio tra organizzazioni locali e mafie, spiegando che «questi contatti spesso traggono origine da comuni periodi di detenzione nelle carceri di massima sicurezza sarde, vere palestre del crimine». Sul piano della sicurezza dunque, non mancano i nodi irrisolti.

Il 24 febbraio 2023, il carcere di Badu ’e Carros ha assistito a una fuga che pare uscita da un film. Il boss foggiano Marco Raduano si è calato dal muro di cinta con una corda improvvisata fatta di lenzuola annodate, grazie a porte lasciate inspiegabilmente aperte. Peccato che non fosse Hollywood: l’evasione aveva infatti coinvolto complici interni e una fitta rete di fiancheggiatori, tutti prontamente individuati. Un’evasione che, dopo due anni, mette in discussione anche le parole del ministro Nordio, che ha più volte minimizzato i costanti appelli sul rischio concreto di radicamento delle cosche mafiose sul territorio sardo. Perché se un detenuto di quel calibro è riuscito a lasciare la sua cella con una tecnica da film in bianco e nero, significa che la rete di complicità fuori e dentro le mura era ben più solida di quelle corde improvvisate. Nordio in risposta a un’interrogazione parlamentare della deputata di Avs Francesca Ghirra, ha anche dichiarato che non ci sarà alcun rafforzamento del personale penitenziario. Il nuovo braccio di Uta, frutto di decisioni prese anni fa e ormai difficili da bloccare per le ingenti risorse già spese, è quasi pronto. Resta il capitolo Nuoro. Per ora si tratta di un’ipotesi legata a interlocuzioni, ma il piano che porta la Sardegna a diventare la capitale italiana dei 41bis è ormai quasi compiuto.

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