La Nuova Sardegna

Il caso

Air Italy contro Aeroitalia per l’uso del marchio, Intrieri: «Abbiamo gli avvocati migliori d’Italia, andiamo avanti»

di Luigi Soriga
Air Italy contro Aeroitalia per l’uso del marchio, Intrieri: «Abbiamo gli avvocati migliori d’Italia, andiamo avanti»

Dopo l’avvertimento dei liquidatori: «Il nome non si tocca»

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Sassari Non bastavano i cieli affollati, le rotte contese, i decreti di Bruxelles. Adesso c’è anche la guerra dei marchi. Da Olbia, dove sopravvive in liquidazione la vecchia Air Italy, è arrivata una diffida secca: il nostro nome non si tocca. Non lo abbiamo ceduto, non lo abbiamo autorizzato, non c’è alcun accordo con voi.

È la voce dei liquidatori. Poche righe, asciutte come un atto giudiziario. E un avvertimento implicito: se Aeroitalia (la terza compagnia aerea nazionale per dimensioni di flotta) userà quel nome, sarà battaglia legale. Dopodiché la società in liquidazione in un comunicato ha chiarito alcuni punti essenziali: “il portafoglio marchi Air Italy non è stato ceduto; non è stata concessa alcuna autorizzazione all’uso del marchio registrato; non esiste alcun accordo con Aeroitalia”.

E un messaggio diretto: “l’eventuale utilizzo del nome Air Italy da parte di Aeroitalia non potrà in nessun caso essere interpretato come continuità con le attività della compagnia olbiese, oggi in liquidazione”. Al contrario, i liquidatori annunciano che, se il marchio verrà usato, valuteranno “ogni opportuna iniziativa a tutela dei propri diritti e della propria immagine”. Dall’altra parte, con grande nonchalance, l’amministratore delegato di Aeroitalia Gaetano Intrieri mette in campo la sua versione: «Io di marchi poco ne capisco – dice – ma abbiamo avvocati tra i migliori d’Italia. E ci assicurano che Air Italy noi lo possiamo usare. Non lo dice Intrieri, lo dicono loro. E noi dobbiamo fidarci».

Poi la spiegazione, codice civile in mano: «Se un marchio non viene usato per cinque anni per fini commerciali e non viene esposto, allora decade. Così funziona la legge, così sostengono i legali». E prosegue: «In ogni modo non c’è tutta questa fretta. Per il rebrand ci vorranno mesi, la procedura è lunga. Oggi siamo ancora Aeroitalia. Quando cambieremo nome, allora l’ex Air Italy potrà fare tutte le azioni che vuole. Noi intanto andiamo avanti». La presa di posizione dei liquidatori arriva a pochi giorni dal provvedimento del tribunale di Roma che, accogliendo il ricorso di ITA Airways, ha imposto ad Aeroitalia di cambiare nome e livrea, ritenuti troppo simili a quelli della defunta Alitalia, marchio di proprietà della stessa ITA. Una somiglianza giudicata ingannevole. La compagnia guidata da Intrieri ha così annunciato di voler adottare il brand Air Italy, segnando di fatto la seconda “reincarnazione” del marchio e la terza volta che il nome compare su fusoliere italiane. Il brand Air Italy, infatti, è già stato utilizzato in passato: prima da una compagnia poi scomparsa e più recentemente da Meridiana (già Alisarda), ribattezzata Air Italy nel 2018 con l’ingresso di Qatar Airways al 49% del capitale. Poi la caduta, la liquidazione, e adesso la resurrezione annunciata. Ma ad Olbia non ci stanno. Quel marchio, spiegano i liquidatori, non è in saldo. Non è un relitto da raccogliere, non è un’etichetta abbandonata in un hangar. È ancora proprietà della società in liquidazione, che si dice pronta a difenderla in ogni sede.

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