Truffatore delle criptovalute rapito con la moglie e fatto a pezzi: i loro corpi trovati nel deserto
Roman Novak e la moglie Anna sono stati uccisi da ex soldati russi reduci dalla guerra in Ucraina
Roma Una trappola, un riscatto mancato e un epilogo terribile. Roman Novak e la moglie Anna, due cittadini russi che vivevano a Dubai, sono stati rapiti, uccisi e sepolti nel deserto degli Emirati Arabi. I loro corpi, fatti a pezzi, sono stati ritrovati dopo settimane di ricerche.
La coppia, conosciuta per il tenore di vita sfarzoso e per gli affari legati alle criptovalute, era scomparsa dopo un viaggio nella zona di Hatta, al confine con l’Oman. Secondo quanto ricostruito, il loro autista li aveva accompagnati nei pressi di un sito turistico dove avrebbero dovuto proseguire su un’altra vettura. Da quel momento nessuna traccia, se non un messaggio inviato da Novak in cui sosteneva di trovarsi bloccato al confine e chiedeva con urgenza denaro. Poi, il silenzio.
Le indagini hanno portato a individuare i responsabili, arrestati in Russia: due ex militari reduci dalla guerra in Ucraina e un ex agente di polizia coinvolto nel traffico di droga. Secondo gli investigatori, gli assassini avrebbero attirato i coniugi in una villa di Hatta con il pretesto di un incontro d’affari, per costringerli a rivelare le chiavi della loro “cripto-cassaforte”. Ma quando i malviventi si sono accorti che i fondi erano spariti, avrebbero deciso di eliminarli.
Roman Novak, imprenditore originario di San Pietroburgo, era già finito sotto inchiesta per una presunta truffa legata al mondo delle criptovalute. Aveva convinto investitori tra Asia e Medio Oriente a finanziare un progetto che si sarebbe poi rivelato un inganno. Conosciuto per la sua ostentazione di ricchezza e per i presunti contatti con sceicchi e magnati, Novak rappresentava uno dei tanti volti del lusso opaco che gravita intorno a Dubai.
L’arresto dei tre sospetti ha permesso di chiudere un’inchiesta che intreccia finanza digitale, truffe internazionali e criminalità organizzata. Le autorità degli Emirati e quelle russe stanno ora collaborando per chiarire tutti i dettagli di una vicenda che ha scosso una delle città più blindate del mondo.
