Assegno unico e pensioni 2026, le feste fanno slittare i pagamenti – i dettagli
Novità e aggiornamenti legati all’inflazione: scatta la rivalutazione provvisoria
Pensioni, l’effetto festività fa slittare i pagamenti. E se in linea generale vale il principio del pagamento nel primo giorno bancabile del mese, quest’anno l’effetto festività gioca un ruolo nel giorno in cui viene effettuato l’accredito, che risulta più in là rispetto alla consuetudine. Per chi riceve la pensione sul conto corrente, la data indicata era 5 gennaio 2026. Per chi invece ha il conto alle Poste, dipenderà dall’iniziale del cognome.
Dalla A alla Z – ecco quando arriva la pensione
Si procede a partire dal 3 gennaio 2026 e si segue una turnazione che dipende dall’iniziale del cognome: A–B il 3 gennaio, C–D il 4, E–K il 5, L–P il 7, Q–Z l’8 gennaio 2026.
Sul cedolino di gennaio, attenzione alle voci che incidono sull’importo finale: la perequazione 2026, l’eventuale rientro o aggiornamento delle addizionali comunali e regionali e il possibile conguaglio fiscale di fine anno, consultabili sul portale Inps
- Gli importi
A questo si aggiunge il capitolo degli importi: con l’avvio del 2026 entrano in gioco gli aggiornamenti legati all’inflazione e, per alcune prestazioni, i ricalcoli collegati all’ISEE. Con l’inizio del 2026 scatta la rivalutazione provvisoria delle pensioni pari all’1,4%, che tiene conto dell’inflazione registrata nel 2025, con eventuale conguaglio l’anno successivo. L’aumento viene applicato in modo pieno agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per gli importi superiori la rivalutazione è ridotta. La soglia base delle pensioni minime è 611,85 euro mensili, pari a circa 7.954 euro annui. La circolare Inps 19 dicembre 2025, n. 153 definisce i valori provvisori del trattamento minimo del 2026 e ricorda che l’importo di quest’ultimo viene preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito per il medesimo anno.
- Assegno Unico
L’Assegno Unico per i figli a carico viene rivalutato e, per chi già lo riceve, i pagamenti saranno nella seconda metà del mese, con una finestra che di solito cade tra il 17 e il 20. Nel quadro indicato, dopo l’anticipo disposto a dicembre 2025 sull’ultima mensilità, la rata di gennaio 2026 dovrebbe tornare alle finestre ordinarie, quindi nell’ultima parte del mese. È centrale la presentazione della DSU ISEE 2026 entro il 28 febbraio: senza, l’importo viene progressivamente ricalcolato su livelli minimi, con conguagli successivi quando l’attestazione viene acquisita.
- NASpI, DIS-COLL
Non c’è una scadenza unica: i pagamenti si muovono dentro una finestra che cade nella prima metà del mese. L’accredito di gennaio 2026 dovrebbe restare in linea con i mesi precedenti, pur con possibili piccoli slittamenti legati alle festività e ai tempi tecnici di aggiornamento dei flussi.
