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Prima di Crans-Montana, le tragedie che hanno scosso l’Italia: dal Cocoricò al concerto di Sfera a Corinaldo

Prima di Crans-Montana, le tragedie che hanno scosso l’Italia: dal Cocoricò al concerto di Sfera a Corinaldo

Nel 2018 al “Lanterna azzurra” locale strapieno e spray al peperoncino sulla folla: morirono sei persone

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Sassari I riflettori sulla dark side del divertimento notturno si sono accesi dieci anni fa. Nel luglio 2015 il caso del Cocoricò fa parlare tutta Italia. Il famoso locale di Riccione si ritrova al centro di una vicenda legata all’uso di droga tra i giovani. Una notte di luglio perde la vita Lamberto Lucaccioni, 16 anni, che mentre balla nel locale si sente male, viene soccorso e finisce d’urgenza in ospedale. Ma non c’è nulla da fare e muore poco dopo. La causa: una pasticca di Mdma (cioè ecstasy) assunta proprio nel locale.

Esplode il tema della droga che gira nelle piste da ballo e in tutto il Paese scattano i controlli e le polemiche sulla sicurezza nei locali. Pochi giorni dopo il Questore di Rimini chiude il Cocoricò per alcuni mesi. Ma per la discoteca della movida romagnola è una lenta agonia fino alla chiusura totale per fallimento nel 2019. Due anni più tardi il tempio della musica ha riaperto con proprietà e gestione rinnovati, e una nuova attenzione alla sicurezza.

La strage di Crans-Montana, per alcune analogie, somiglia però alla strage di Corinaldo. La notte tra 7 e 8 dicembre 2018 il locale “Lanterna azzurra” in provincia di Ancona avrebbe dovuto ospitare un concerto di Sfera Ebbasta. Poco prima dell’inizio però, attorno all’una, in attesa del rapper qualcuno ha spruzzato uno spray al peperoncino scatenando il panico. Secondo gli investigatori, al momento della sciagura, nella sala erano presenti circa 1.400 persone, nonostante la capienza autorizzata fosse di meno di 500. Tra spintoni vari e corse verso l’uscita, morirono sei persone per asfissia e schiacciamento. Cinque minorenni, tra i 14 e i 16 anni, e una donna di 39, una madre che aveva accompagnato la figlia. Ma i feriti furono 59, con alcune persone portate in ospedale in codice rosso. La tragedia portò ad arresti e condanne e soprattutto indignò l’opinione pubblica che tornò a domandarsi sui problemi legati alla sicurezza nei luoghi d’intrattenimento.

L’anno prima fu quello della tragedia di Torino. In piazza San Carlo, a giugno 2017, tre persone sono rimaste uccise e 1672 sono rimaste ferite. Un gruppo di malviventi utilizzò degli spray urticanti al peperoncino dopo aver razziato oggetti di valore tra il pubblico, scatenando il panico nel fuggi fuggi generale.

Da qui nacque la “Circolare Gabrielli” emanata dal Capo della Polizia Franco Gabrielli per stabilire norme più stringenti e procedure unitarie sulla sicurezza delle manifestazioni pubbliche come concerti e grandi eventi. Questa circolare in sintesi distingue tra safety (misure strutturali e organizzative come capienza, percorsi di fuga, emergenza) e security (servizi di ordine pubblico), responsabilizzando maggiormente organizzatori e amministrazioni locali. (p.ard.)

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