Pizza day, la regina del gusto è servita: l’icona della cucina italiana vale 80 milioni di euro
Imprese, fatturato, addetti ai lavori: il giro d’affari nell’isola
Sassari Sarà il profumo, la croccantezza, quella mozzarella filante che si sposa col basilico e il pomodoro, ma in Sardegna ne vanno pazze 8 persone su 10 spendendo, udite udite, 79milioni di euro all’anno. Che cos’è? La pizza, of course: il prodotto gastronomico italiano più desiderato al mondo.
Tonda o al taglio, alla pala o fatta in casa, farcita e semplice, extralarge e al trancio, classica (Margherita, la regina) o gourmet: domani 17 gennaio la sovrana del gusto nel mondo, festeggia la sua Giornata istituita nel 2017, stesso anno in cui la pizza è diventata Patrimonio mondiale dell'Umanità. Sarà perché è irresistibile, oltre al fatto che ha il potere di creare occasioni di incontro fra giovanissimi e non: «Andiamo a mangiare una pizza?». La domanda più pronunciata nei week end è lei.
- I dati di Confartigianato
Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio Stampa di Confartigianato Sardegna, la passione per la pizza fresca e autentica continua a prosperare anche nell’Isola che conta 1.916 imprese attive, con oltre 3.500 addetti, che contribuiscono all'offerta variegata di pizze che deliziano il palato degli appassionati.
«In occasione della giornata dedicata a uno dei cibi più amati in assoluto – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna - celebriamo i pizzaioli artigiani che, grazie a competenza e dedizione, danno vita a creazioni uniche utilizzando materie prime regionali di altissima qualità. In Sardegna, come in tutta Italia - aggiunge Meloni - la pizza rappresenta una tradizione profondamente radicata, trasmessa nel tempo e custodita da professionisti che ne preservano l’autenticità. Ogni pizza racconta una storia fatta di sapori veri, ingredienti freschi e abbinamenti che esaltano la straordinaria ricchezza culinaria e identitaria della nostra isola».
La pizza preferita
I gusti preferiti odierni? Non ci sono dubbi, stravince la Margherita, scelta dal 59,2% degli italiani. Secondo posto per la Diavola (23,5%), prediletta maggiormente dagli uomini (29%) rispetto alle donne (18%), in una fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni e consumata più nel Triveneto (30%) rispetto a Sud e Isole (18%). Sul terzo posto del podio si attesta la Quattro Formaggi (22.8%), preferita dalle donne (25%, over 50) e più diffusa nel Nord Italia. Strizzando l’occhio agli altri gusti più amati: Capricciosa e Quattro Stagioni riscuotono maggiori consensi tra gli over 50, dove l’apprezzamento supera il 20%.
Il settimo posto, invece, è occupato dalla Focaccia (15%), ideale da servire in tavola per accompagnare un piatto di salumi.
La pizza continua a occupare un ruolo centrale nelle abitudini alimentari anche all’estero.
- Miliardi di pizze made in Italy
Sempre secondo i dati rielaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su fonte SIGEP, ogni anno in Italia vengono sfornate circa 2,7 miliardi di pizze, con un utilizzo significativo di materie prime: oltre 200 milioni di chilogrammi di farina, 225 milioni di chilogrammi di mozzarella, 30 milioni di chilogrammi di olio extravergine d’oliva e 260 milioni di chilogrammi di salsa di pomodoro. Nel corso del 2024 il numero delle pizzerie attive ha raggiunto quota 88.793, segnando una crescita prossima al 25% rispetto all’anno precedente.
- Il giro d’affari
Un’espansione che si riflette anche sul piano economico: il giro d’affari complessivo del comparto supera i 15 miliardi di euro. I consumi restano elevati, con un consumo medio annuo che sfiora gli 8 chilogrammi pro capite e una frequenza che per molti italiani equivale a mangiare pizza almeno una volta alla settimana.
L’andamento della domanda evidenzia picchi ben definiti nei fine settimana, in particolare il sabato sera, momento clou per il settore.
Sul versante dell’offerta, alla pizza classica si affiancano nuove
proposte: tra queste spicca la pinsa, che continua a guadagnare spazio soprattutto nel consumo domestico, con una crescita degli acquisti stimata attorno al +7% nel 2024 rispetto all’anno precedente.
Segnali positivi arrivano anche dal mercato della pizza surgelata. Nel 2024 i consumi hanno registrato un incremento di circa +3,7%, raggiungendo le 66mila tonnellate. Il canale retail si conferma il principale motore della crescita, con vendite in aumento del +5,8% a volume e del +4,7% a valore, per un fatturato complessivo stimato in circa 570 milioni di euro.
- I prezzi
Sul fronte dei prezzi, il conto medio di una serata in pizzeria – comprensivo di pizza, bevanda, coperto e servizio – è aumentato nel 2024 di circa +4% rispetto al 2023 e di +16% rispetto al 2021. Restano marcate le differenze territoriali, con livelli di spesa più elevati nelle grandi città e nelle località a forte richiamo turistico.
- La pizza nel mondo
Dall’Italia, dove ha avuto origine, la passione per la pizza si è diffusa in ogni angolo del mondo. Gli americani sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre, in Europa, sono gli italiani a guidare la classifica con 7,6 chili all’anno. Al secondo posto gli spagnoli, al terzo, a parimerito, francesi e tedeschi. All’estero, secondo gli ultimi dati disponibili, i ristoranti e le pizzerie gestite da italiani sono 72mila e incassano oltre 27 miliardi di euro l’anno.
“La pizza è un tesoro del Made in Italy – conclude Meloni - è uno dei pochi settori che non va in crisi, ma che deve saper soddisfare un palato sempre più raffinato e intenditore».
