La Nuova Sardegna

Il mondo dei rapaci

Il re grifone domina i monti della Sardegna: storia di un ripopolamento annunciato – ecco quanti e dove sono

di Ilenia Mura
Il re grifone domina i monti della Sardegna: storia di un ripopolamento annunciato – ecco quanti e dove sono

Agenzia Forestas: «Il progetto di conservazione nell’isola fra quelli di maggior successo in Europa»

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Cagliari Erano appena 30, ora sono oltre 500: «Il caso del grifone in Sardegna è tra i progetti di conservazione di successo a livello europeo. I risultati che stiamo registrando non sono un mero fatto estetico, ma il ripristino di un "servizio ecologico" essenziale: il grifone come spazzino naturale».

Così i professionisti di Agenzia Forestas che confermano che «il numero di nati in libertà in Sardegna è in costante aumento, perché l’habitat è tornato "ospitale"». Mentre già si pensa al futuro: «Ora forse i tempi sono maturi per riportare in Sardegna altre specie importanti come l’avvoltoio monaco e il gipeto». 

Erano gli anni 2000, quando la popolazione si ridusse a un numero critico, appena una ventina di coppie territoriali nel 2007, confinate nel nord-ovest lungo la costa bosana e ormai considerato una specie perduta. La sua scomparsa dal resto dell'Isola aveva lasciato un vuoto evidente tanto nei cieli (e in molti paesaggi della Sardegna) quanto negli equilibri naturali.

«Oggi fortunatamente i dati raccontano una realtà diversa: la popolazione è in crescita, il territorio occupato si amplia e il ritorno di questo grande avvoltoio è ormai un fatto concreto, misurabile».

I numeri del successo

Secondo la stima di Forestas si è passati dalle circa 30 coppie censite nei momenti più bui agli oltre 500-570 individui stimati oggi.

Oltre alla storica roccaforte del grifone di Bosa, si stanno consolidando presenze stabili nel Logudoro e nel Goceano, e nel Sarrabus-Gerrei

Il numero di giovani nati in libertà in Sardegna è in costante aumento: «Segno che l'habitat è tornato a essere ospitale».

Questi nuovi dati dipingono un quadro eccezionale e confermano che la Sardegna sta diventando un punto di riferimento internazionale per la conservazione dei rapaci. Il salto dai circa 100 esemplari di pochi anni fa (popolazione stimata quando iniziarono le prime azioni Life finanziate dall'Europa) agli oltre 500 attuali è la prova che il "motore" del progetto sta girando a pieno regime.

  • La strategia del ritorno: oltre il rilascio

«Il successo non è dovuto solo alla liberazione degli esemplari, ma a una complessa struttura di interventi tecnici». A cominciare dal ponte aereo con la Spagna: «Poiché la popolazione sarda era ridotta ai minimi termini (poche decine di coppie tra Bosa e Alghero), Forestas ha collaborato con nuovi partner internazionali grazie all'apporto di progetti LIFE, lavorando all'importazione di esemplari dalla Spagna, dove la specie è abbondante. Questi animali passano un periodo di quarantena e adattamento in ampie voliere gestite da Forestas (come quella di Bonassai o di Monte Minerva) prima del rilascio».

La Rete dei Carnai: «Uno dei problemi storici era la mancanza di cibo dovuta alle normative sanitarie sullo smaltimento delle carcasse ovine. Forestas ed altri partner del progettoLife hanno realizzato e gestiscono una rete di carnai aziendali e stazioni di alimentazione centralizzate. Questo garantisce cibo sicuro e privo di farmaci veterinari (come il dannosissimo Diclofenac, estremamente tossico per gli avvolti) che potrebbero ucciderli».

  • Monitoraggio tecnologico

Con l'uso di GPS satellitari, si possono seguire i voli dei grifoni in tempo reale: «Questo ha permesso di scoprire che i giovani esemplari stanno esplorando aree della Sardegna centrale e meridionale, dove non si vedevano da decenni».

  • Il ruolo del progetto "Life Safe for Vultures"

Forestas agisce come braccio operativo regionale all'interno di questo progetto LIFE, che vede la collaborazione tra l'Università di Sassari, il Corpo Forestale, e partner internazionali (Vulture Conservation Foundation - una fondazione per la tutela degli avvoltoi).

«Il successo con il Grifone ha dato a Forestas e ai partner scientifici la forza per guardare oltre: proprio nel 2025 si è tenuto un vertice internazionale ad Alghero per pianificare il prossimo, incredibile passo: la reintroduzione del gipeto (Gypaetus barbatus) e dell'avvoltoio monaco (Aegypius monachus)».

L'obiettivo finale è ambizioso: estendere l'areale del grifone a tutta l'isola, ricollegando le popolazioni del nord con i nuovi siti di nidificazione nel sud Sardegna.

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