La Nuova Sardegna

La scomparsa

Lutto nel mondo del cinema, è morto l’attore Carlo Cecchi: protagonista del film di Antonello Grimaldi a Sassari

di Fabio Canessa

	Carlo Cecchi con Ivano Marescotti sul set di Un delitto impossibile
Carlo Cecchi con Ivano Marescotti sul set di Un delitto impossibile

Un delitto impossibile, girato nel 2000, aveva nel cast attori del calibro di Ivano Marescotti e Angela Molina

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Ha dedicato la sua vita soprattutto al teatro, muovendosi tra sperimentazione e tradizione, mettendo in scena e recitando grandi testi con una dedizione e un’intensità uniche. Ma Carlo Cecchi, nato a Firenze il 25 gennaio 1939 e scomparso alla soglia degli 87 anni, non è stato soltanto un gigante del palcoscenico. Alla meravigliosa carriera teatrale ha accompagnato un percorso cinematografico particolare, lavorando anche in Sardegna come protagonista di “Un delitto impossibile” di Antonello Grimaldi basato sul romanzo “Procedura” di Salvatore Mannuzzu. Un noir in cui l’attore interpreta un magistrato, chiamato a Sassari a investigare sulla morte di un procuratore avvelenato nel bar del tribunale.

«Inizialmente il ruolo doveva essere di Giancarlo Giannini – racconta il regista sassarese – ma le riprese slittarono, per altri impegni non poteva più e allora pensammo a Carlo Cecchi. La sua faccia era perfetta per il personaggio, disilluso e dai metodi bruschi. E dopo aver letto la sceneggiatura accettò subito».

Le riprese nel Duemila, alla vigilia dell’estate, principalmente a Sassari, con alcune scene a Bosa e quelle per il finale a Porto San Paolo. «Amava molto di più il teatro rispetto al cinema – aggiunge Grimaldi – e forse per questo non era sempre facile stare con lui sul set, veniva fuori il suo carattere ombroso. Però quando si andava a cena diventava un’altra persona, mostrava una simpatia inaspettata, raccontava aneddoti sulla sua vita. Ricordo che non partecipò alle prime proiezioni del film, le anteprime per la promozione, ma in seguito dopo averlo visto mi telefonò per dirmi che gli era piaciuto molto».

Nel cast insieme a Cecchi, Ivano Marescotti e Angela Molina, anche il sassarese Sante Maurizi che del periodo delle riprese ricorda «la zuppa di lenticchie e finocchietti che Carlo amava divorare a casa nostra per sfuggire alla routine del cestino e ristorante durante la lavorazione del film. Perché – sottolinea Maurizi – era un uomo complicato, snob, scostante, ma se ci entravi in sintonia era capace di regalarti umanità e tenerezza rare. Dopo il film mi volle per “Misura per misura” di Shakespeare a Palermo e poi per una tournée europea, con compagni di viaggio come Iaia Forte, Elia Schilton, Arturo Cirillo, Tommaso Ragno».

Sicuramente quello di “Un delitto impossibile” rappresenta uno dei ruoli più belli della carriera cinematografica di Cecchi, insieme alla parte da protagonista in “Morte di un matematico napoletano” di Mario Martone del 1991, con al fianco un esordiente Toni Servillo con il quale dieci anni dopo dividerà la scena anche in “Luna rossa” di Antonio Capuano. Senza dimenticare la collaborazione con Pupi Avati per “L’arcano incantatore” e con Valeria Golino, allora al debutto come regista, per “Miele”. Prima, durante e dopo tanto teatro. Il suo grande amore. Con spettacoli anche in Sardegna e un rapporto speciale con La Maddalena, con la partecipazione più volte al festival La valigia dell’attore dedicato al suo amico Gian Maria Volonté.

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