Era in congedo per assistere la madre, licenziata perché andava al mare: il giudice ribalta tutto
Dodici mensilità di indennizzo e rientro in azienda: per il giudice il licenziamento è illegittimo.
Forlì Si è conclusa con una sentenza favorevole all’operaia l’odissea giudiziaria di una 40enne di Forlì, licenziata nell’ottobre 2023 dall’azienda per cui lavorava da anni come carrellista a tempo indeterminato. Il Tribunale civile ha disposto la reintegra sul posto di lavoro e il pagamento di 12 mensilità di indennizzo, pari a circa 31mila euro, oltre ai contributi arretrati.
Come riporta il Corriere della Sera, la donna era in congedo straordinario per assistere la madre disabile e convivente quando un’indagine interna commissionata dall’azienda ne aveva segnalato la presenza, per alcune ore in più giorni, in uno stabilimento balneare di Cesenatico. Da qui la contestazione disciplinare e il licenziamento del 13 ottobre.
La lavoratrice ha impugnato il provvedimento ritenendolo sproporzionato. Il giudice Agnese Cicchetti ha accolto il ricorso, rilevando che si trattava di brevi pause — un paio d’ore in tre giornate — durante le quali la donna si era limitata a “recuperare un po’ di energie”, lasciando il fratello ad accudire la madre, restando per il resto del tempo pienamente disponibile all’assistenza.
In giudizio è emerso anche che gli stessi investigatori avevano documentato l’impegno quotidiano della figlia: visite mediche, farmacia, spesa e passeggiate con l’anziana. Le testimonianze di familiari e vicini hanno confermato una dedizione costante, in assenza di una badante, con l’alternanza tra i figli.
Per il Tribunale civile di Forlì non ci sono dubbi: il licenziamento è illegittimo. Oltre alla reintegra e alle 12 mensilità, l’azienda è stata condannata al pagamento di circa 6 mila euro di spese legali.
