La Nuova Sardegna

La mobilitazione

Mafiosi nelle carceri sarde, l’appello della presidente Todde: «In piazza contro la servitù carceraria del 41bis»

di Redazione Web
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cagliari -  il braccio detentivo maschile visto da una cella del nuovo carcere di Uta
. cagliari - il braccio detentivo maschile visto da una cella del nuovo carcere di Uta

Il 28 febbraio si terrà la manifestazione di protesta cui stanno aderendo istituzioni, cittadini, sindaci, sindacati, associazioni, comitati

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Sassari 41bis nelle carceri della Sardegna, la presidente Alessandra Todde chiama a raccolta i sardi e lancia il suo appello sui social. Ecco il suo post: «Tre carceri dedicate al 41 bis: Uta, Badu ’e Carros, Bancali. Piu di 240 detenuti al 41 bis concentrati in Sardegna. Una misura che questo Governo vuole imporci senza dialogo e condivisione. Un’altra servitù: quella carceraria», scrive.

«Una misura che abbiamo denunciato da subito, senza indugi, perchè non accettiamo che la nostra isola venga trattata come periferia dove scaricare decisioni già prese altrove. Secondo i piani del Governo, la Sardegna dovrà presto ospitare 1/3 di tutti i detenuti sottoposti al regime del 41 bis di tutta Italia. Abbiamo sempre fatto la nostra parte ma non possiamo tollerare una distribuzione cosi sproporzionata, che andrà a pesare sulla nostra sanità, su territori fragili, che allontana famiglie, comunità e prospettive di sviluppo».

E ancora: «Siamo da sempre contro le mafie, lottiamo contro la criminalità organizzata e proprio per questo non vogliamo che la nostra terra venga contaminata dalla presenza delle famiglie mafiose».

La manifestazione: «Il 28 febbraio sarà una mobilitazione larga e trasversale. Stanno aderendo in tanti, istituzioni, cittadini, sindaci, sindacati, associazioni, comitati. Dalla Sardegna si alzerà una voce collettiva, pacifica e determinata per chiedere di fermare immediatamente questa decisione. Facciamo sentire la nostra voce.

Non subiamo. Scendiamo in piazza insieme».

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