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Stellantis riapre al diesel in Europa, ecco su quali modelli tornano i motori a gasolio

Stellantis riapre al diesel in Europa, ecco su quali modelli tornano i motori a gasolio

Strategia per rispondere alla domanda e contrastare i marchi cinesi, mentre le immatricolazioni calano

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Milano Il diesel non è più un capitolo chiuso. Stellantis sta riportando in Europa diversi modelli con motorizzazione a gasolio, segnando un cambio di rotta rispetto alla recente spinta verso l’elettrico. Secondo quanto riferito da Reuters, dalla fine dello scorso anno il gruppo ha avviato una revisione della propria strategia, coinvolgendo sia i veicoli commerciali sia alcune vetture tradizionali come Peugeot 308, Opel Astra e DS 4.

«Abbiamo deciso di mantenere i motori diesel nel nostro portafoglio prodotti e, in alcuni casi, di ampliare l’offerta», fanno sapere dall’azienda, sottolineando che la scelta risponde alla domanda dei clienti. Stellantis ribadisce di essere «pienamente impegnata nell’elettrificazione», con circa 30 nuovi modelli in arrivo tra il 2025 e il 2026 in versione Bev e ibrida, ma rivendica al tempo stesso la volontà di offrire «libertà di scelta».

Tra i modelli che continueranno a essere proposti con propulsori diesel figurano DS7, Alfa Romeo Tonale, Giulia e Stelvio. Il gasolio viene inoltre reintrodotto su 308, Astra e DS n°4. Sul fronte dei veicoli derivati dai furgoni medi, l’offerta diesel resta disponibile su Citroën Spacetourer, Fiat Professional Ulysse, Opel Vivaro e Peugeot Traveller, mentre torna sui compatti Citroën Berlingo, Fiat Professional Qubo L, Opel Combo e Peugeot Rifter. Nessuna modifica per i veicoli commerciali leggeri, che mantengono il diesel a listino.

La scelta si inserisce anche in una strategia per competere con i marchi cinesi, oggi in crescita sul mercato europeo e concentrati prevalentemente su modelli ibridi, full o plug-in.

Intanto in Italia il mercato del gasolio continua a ridursi. Secondo i dati Unrae, nel 2025 sono state immatricolate 144.757 auto diesel, con un calo del 33,7% rispetto al 2024. La quota di mercato è scesa al 9,1%, che sale al 15,6% includendo le ibride con motore diesel. Un contesto in contrazione che rende ancora più significativa la decisione del gruppo di non abbandonare del tutto questa alimentazione.

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