Carte contactless, allarme furti con il Pos nascosto: ecco come funziona e come difendersi
Tecnologia Nfc, limiti tecnici e consigli dell’Unione nazionale consumatori per proteggere i pagamenti senza contatto
Cagliari Un pos nascosto tra la folla, pochi centimetri di distanza e una piccola transizione che passa inosservata. È questa l’immagine che accompagna le segnalazioni, sempre più frequenti sui social e nei racconti online, dei furti su carte contactless. I cosiddetti ladri 2.0 capaci di sottrarre denaro semplicemente avvicinando il terminale alla tasca o alla borsa della vittima, senza bisogno del pin. Uno scenario inquietante, che alimenta dubbi e timori: ma è davvero così semplice?
Le carte contactless funzionano grazie alla tecnologia Nfc Near Field Communication (Comunicazione a campo vicino), che consente lo scambio di dati solo a distanza ravvicinata, trovandosi a pochi centimetri. È il sistema che utilizzano quando paghiamo appoggiando la carta al terminale per importi sotto una certa soglia, senza digitare il codice. Un malintenzionato, quindi, potrebbe tentare di replicare lo stesso meccanismo.
Ma l’operazione è meno semplice di quanto si immagini. Il pos deve essere quasi a contatto con la carta, non devono esserci interferenze – come altre carte chip, monete o chiavi – e la transizione deve essere completata in pochi secondi. Inoltre, ogni terminale è collegato a un esercente identificabile e ogni pagamento lascia una traccia. Il rischio c’è, ma perché il furto riesca devono verificarsi diverse condizioni. Dunque è molto meno semplice di quanto si creda.
Questo però non significa abbassare la guardia. È consigliabile - secondo l’Unione nazionale consumatori - attivare le notifiche dell’app bancaria che permette di controllare in tempo reale ogni spesa e intervenire subito in caso di movimenti sospetti. Esistono anche portafogli schermati che isolano le carte da letture indesiderate. E in alternativa, si possono utilizzare sistemi di pagamento digitale come Google Wallet o Apple Pay, che richiedono sempre lo sblocco dello smartphone con pin o riconoscimento biometrico.
