La Nuova Sardegna

Luoghi da salvare

Il Cammino violato: lungo il sentiero di Bonaria slalom tra rifiuti, eternit e vecchi elettrodomestici

di Marco Bittau
Il Cammino violato: lungo il sentiero di Bonaria slalom tra rifiuti, eternit e vecchi elettrodomestici

I pellegrini costretti a camminare fra scarti di edilizia e sacchetti di spazzatura disseminati ovunque: «Una vergogna insopportabile»

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Olbia Zaino in spalla e via alla scoperta della mamma di tutte le discariche. Sacchetti di rifiuti, vecchi elettrodomestici, mattoni e altri scarti di cantiere edile. Non siamo nella solita remota periferia lontano da occhi indiscreti, ma nel sentiero iniziale del Cammino di Bonaria, uno dei pellegrinaggi più importanti in Sardegna, nel nome della fede, ma anche di quel turismo lento che consente di ammirare le bellezze ambientali e paesaggistiche dell’isola lontano dai tradizionali circuiti delle vacanze.

Il Cammino attraversa tutta la Sardegna e parte proprio da Olbia, dalla basilica di San Simplicio, seguendo nel suo tratto iniziale un antico sentiero verso il santuario di San Paolo, a Monti, attraverso una distesa di vigneti di vermentino. Un viaggio emozionante, ma il sentiero è disseminato di rifiuti di ogni genere, abbandonati da chiunque neanche fosse una discarica a cielo aperto. Uno scempio in piena regola.

Protestano i pellegrini e sul tavolo del sindaco è già arrivata una lettera aperta, dai toni garbati ma decisi, che denuncia la situazione incresciosa e che sollecita un intervento riparatore.

«Questi posti sono di una bellezza straordinaria, soprattutto quest’anno con i torrenti che corrono impetuosi – dice e scrive Giovanni Fara, che di mestiere fa l’architetto ma che è anche un appassionato del turismo lento, quello che percorre i sentieri senza guardare l’orologio o il telefono –. Tuttavia la delusione è stata grande quando costeggiando il fiume e la vecchia stazione ferroviaria di Enas, ho constatato l’esistenza di decine di enormi cumuli di immondizia che deturpano l’intera zona e quindi anche il Cammino per San Paolo e Bonaria. Tutto il percorso è disseminato di rifiuti di ogni genere, fino alle salite per Aratena. Mi chiedo quindi come si possa pubblicizzare un percorso turistico, invitando centinaia di persone a percorrerlo, per poi farle transitare in mezzo ai rifiuti».

«Mi chiedo dove è finita la dignità dei galluresi? E dove è finita la bella e civile Gallura di cui parlava Emilio Lussu? – aggiunge Giovanni Fara – E ancora, dove sono finite le famiglie della Gallura che a Pasqua facevano a gara per dare una mano di calce alle loro case, ammirate per la loro pulizia? Fortunatamente la piana di Aratena risulta libera dai rifiuti, tranne qualche fisiologica bottiglia e lattina, possiamo quindi ringraziare l’amministrazione comunale di Telti per l’attenzione dimostrata. Al sindaco di Olbia, che dimostra sempre il suo profondo affetto per la cultura gallurese, chiedo di intervenire per eliminare questa vergogna per tutta la comunità».

«Io penso – conclude – che nel Dna dei giovani ci sia ancora quella cultura trasmessa dai nonni e dai genitori, si tratta di aiutarli a tirarla fuori, in questo senso la pubblica amministrazione ha un ruolo determinante dando l’esempio. Pertanto, al sindaco chiedo di intervenire per la raccolta e il trasporto in discarica dei rifiuti accumulati, liberando quei meravigliosi luoghi da una vergogna insopportabile».

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